I Paesi leader dell’Unione Europea dominano i membri più piccoli e impongono loro la propria linea politica, pertanto l’idea dell’unità europea perde sempre più sostenitori sia tra i politici che tra i comuni cittadini, scrive il giornalista irlandese Brian McDonald.

Solo 10 anni fa la prospettiva di entrare nella UE era così attraente che anche alcuni Paesi ricchi come la Svizzera e la Norvegia valutavano la possibilità di aderire al blocco europeo.

Chi avrebbe mai pensato che nel 2016 il presidente della Commissione Europea avrebbe parlato della crisi esistenziale che minaccia l’Unione Europea?, — osserva il giornalista.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha imposto a tutti gli altri Paesi membri dell’Unione Europea la sua politica migratoria, il ministro degli Esteri del Lussemburgo chiede di espellere dalla comunità l’Ungheria per aver rifiutato di accogliere i migranti, l’Austria a quanto pare non riesce ad organizzare le elezioni presidenziali, scrive McDonald.

Allo stesso tempo uno dei possibili candidati alla guida del Vaticano, il cardinale austriaco Christoph Schönborn, ha avvertito i cattolici che i musulmani hanno un piano per “la conquista islamica dell’Europa.”

I serbi di Bosnia chiedono l’indipendenza da Sarajevo e Zagabria a sua volta minaccia azioni a “difesa della comunità croata” nel Paese balcanico.

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“Naturalmente tutto questo potrebbe presagire una crisi, pertanto i britannici hanno deciso di togliersi il dubbio e tirarsi semplicemente fuori dalla gabbia. I loro vicini in Irlanda improvvisamente hanno iniziato a discutere dell’opportunità di restare nell’Unione Europea, dal momento che Bruxelles esercita pressioni su Dublino in relazione al sistema fiscale irlandese. Se questi argomenti non bastano, secondo i sondaggi, gli euroscettici stanno guadagnando popolarità in Italia e in Olanda, in Francia Marine Le Pen propone di organizzare un referendum sulla Frexit”, — ricorda il giornalista.

Secondo il giornalista, il problema sta nel fatto che l’Unione Europea si sta allargando troppo rapidamente, prendendosi Paesi relativamente poveri dell’Europa orientale.

“Per esempio nel 2013 Bruxelles allungò le mani sull’Ucraina in un momento in cui era evidente che l’opinione pubblica in Europa ne aveva ormai abbastanza di nuovi membri. Quando si guarda indietro, la presenza del rappresentante del Regno Unito nella Commissione Europea Catherine Ashton a Maidan fa ridere, perché ora sappiamo tutti che la posizione di Londra nella UE era traballante,” — si afferma nell’articolo.

Un altro motivo dei problemi dell’Europa si basa sulla visione dei politici liberali della UE, vista come uno strumento per la promozione della democrazia, tuttavia quando i leader eletti seguono un corso politico non di loro gradimento la reazione è antidemocratica.

La UE si è allargata troppo in fretta, ed ora Bruxelles sta raccogliendo i frutti di questo perché le strutture della UE non possono far fronte alla situazione, conclude il giornalista.

Fonte: Sputnik

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