Lo stato di salute della moneta unica è così grave ormai che si è pentito pure il suo creatore tedesco che dice: l’ euro sta sulla strada per crollare. Secondo il professore Otmar Issing, primo capo economista della Banca centrale europea (Bce), la moneta sacra può essere salvata adesso solo con delle riforme drastiche.

Cioè: la Bce deve smettere di aiutare i Paesi mediterranei come sta facendo da tanto tempo per così costringere quelli che non ce la fanno ad uscire dall’ euro. In un’intervista rilasciata al giornale finanziario, Central Banking, pubblicata nell’ edizione appena uscita dell’ influente trimestrale inglese, il prof. Issing dice: «Uno giorno di questi, il castello di carte crollerà».

In particolare, punta il dito alla Bce sotto il comando del tanto osannato Mario Draghi che ha fatto – insiste il prof. tedesco – dei danni enormi al progetto dell’ euro.

«Realisticamente, sarà una questione di cavarsela alla meno peggio, alle prese da una crisi all’ altra. Difficile prevedere entro quando, ma non può continuare così infinitamente». In sintesi, la Bce si è messa su un «pendio scivoloso» – dice il prof. Issing – quando ha deciso, in associazione con il Fondo monetario internazionale (Fmi), di «bail out» (salvare) i Paesi in bancarotta come la Grecia.

Così, la Bce ha compromesso il Patto di stabilità e crescita – l’ accordo che regolamenta il sistema economica e monetaria dell’ Unione europea – secondo il quale i «bail out» sono vietati. E così, la clausola «no bail out» ha «più o meno fallito» – dice – perché «violato ogni giorno». La Corte europea ha deciso che i «bail-out» non siano illegali addirittura, si lamenta, ma solo per motivi «infantili e ideologici».

La Grecia non doveva essere salvata ma espulsa dalla moneta unica insomma e solo dopo la sua espulsione e la ristorazione della viabilità della propria moneta aiutata. Che uno della statura di prof. Issing – uno degli architetti principali della moneta unica – si esprima pubblicamente in questo modo la dice lunga.

Il progetto euro ha preso la strada sbagliata però ben prima dei «bail out» della Grecia e compagnia bella – dice il prof – perché dall’ inizio in poi è stato tradito dai politici dei Paesi dell’ Eurozona. Al giorno di oggi è diventato niente meno di una zuffa generale fiscale ed i suoi difetti patologici sono mascherati appena solo dagli interventi colossali da parte della Bce del Quantitative Easing (QE) – cioè la stampa di denaro – e dell’ acquisto di titoli di stato dai Paesi sofferenti – entrambi a livelli industriali.

La Bce ha «attraversato il Rubicone» e con la prossima crisi economica arriverà la colpa di grazia. «La Bce sta ora comprando titoli corporativi da spazzatura», dice il prof. Issing. «La disciplina del mercato è stata abbandonata con gli interventi della Bce. Così, non c’ è un meccanismo di controllo fiscale né dai mercati né dalla politica. Questo ha tutti gli elementi per portare l’ unione monetaria al disastro».

Il problema è che la Bce ha conflitti d’ interessi enormi ormai: non può fare sia regolatore bancario sia agente di politica monetaria sia parte della Troika (con il Fmi e la Commissione europea). La sua integrità finanziaria è in pericolo. Già tiene più di mille miliardi di titoli comprati a prezzi «fintamente bassi» che vuol dire delle perdite stratosferiche una volta che si alzeranno ancora una volta i tassi d’ interesse.

«L’ uscita dal QE sta diventando sempre più difficile e le conseguenze potenzialmente potranno essere disastrose». Ha criticato non solo la Bce ma soprattutto i politici dell’ Ue che hanno costretto la Bce a comportarsi in questo modo per salvare la loro pelle e che hanno ingannato i loro popoli.

Hanno fuorviato i loro elettori con dei bromuri calmanti, falsamente suggerendo che qualche versione di unione fiscale – dice – oppure la condivisione dei debiti fosse appena dietro al angolo.

Ma l’ unione politica non ci sarà – persino Jean-Claude Juncker il Presidente euro-fanatico della Commissione europea l’ ha ammesso l’ altro giorno – né ci sarà la creazione di un Ministero della finanza europea. L’ Ue può e deve funzionare solo come un’ unione di Stati-nazioni sovrani – oppure fallire. Tutto lì. Come pensano gli inglesi.

Fonte: Qui

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