L’ipotesi realistica che Marine Le Pen possa vincere le elezioni presidenziali e spingere la Francia fuori dall’euro ha riacceso il dibattito su quelle che possono essere le conseguenze di un collasso della moneta unica.

In prima fila ancora una volta uno dei giornalisti economici più autorevoli e ascoltati del mondo, l’editorialista del Financial Times, Wolfgang Munchau, da sempre iper critico nei confronti dell’euro.

Questa volta però Munchau ha sorpreso tutti affermando che “l’uscita della Francia e dell’Italia sarebbe un disastro”.

Uscire dall’euro pericoloso quanto entrare in guerra

Per Munchau l’uscita dei due paesi provocherebbe “il più grande default di tutta la storia dell’umanità, con crac bancari in tutta Europa”.

“Uscire dall’euro – ha aggiunto – potrebbe rivelarsi complesso e rischioso quanto entrare in guerra. Servirebbero controlli alle frontiere per impedire alle persone di portare i soldi in altri paesi. La polizia dovrebbe reprimere sommosse popolari e prevedere operazioni in stile militare solo per garantire l’ordine”.

Golpe militare con carri armati sulle strade per garantire l’ordine

Per il noto giornalista “non ci sono strade possibili per una uscita ordinata dall’euro”.

Si arriverebbe necessariamente ad una sorta di “golpe militare con tanto di carri armati per le strade”.

Esagerazioni? Forse, ma la storia insegna che con i risparmi dei cittadini non si scherza perché vedere nel giro di un paio di giorni andare in fumo i risparmi di una vita potrebbe scatenare l’irrazionalità anche delle persone più pacifiche.

Munchau a questo proposito cita la corsa agli sportelli in Grecia durante la crisi del 2015.

Per il commentatore britannico nessun aiuto arriverebbe ai due paesi, neanche dalla Banca centrale europea.

Anche Krugman cambia idea: uscita da euro sarebbe disastro

E le preoccupazioni di Munchau sono condivise anche dal noto premio Nobel per l’economia Paul Krugman. Anch’esso da sempre critico verso l’euro ha rivisto le sue posizioni negli ultimi tempi.

“Vi è una grande differenza – ha affermato – tra la scelta di non aderire all’euro dall’inizio e lasciarlo una volta entrati. I costi dell’uscita e del ripristino di una moneta nazionale sarebbero enormi: una massiccia fuga di capitali potrebbe causare una crisi bancaria, si dovrebbero imporre i controlli sui capitali e la chiusura delle banche. Il problema di ridenominare i contratti creerebbe una palude legale, le imprese si bloccherebbero in un lungo periodo transitorio di confusione e incertezza”.

Conclusione? Anche per Krugman l’addio sarebbe “un disastro”.

Venticinque nobel scrivono lettera su Le Monde contro Marine Le Pen

E una conferma che i rischi siano effettivamente grandi è arrivata anche da altri 25 premi nobel per l’economia che di comune accordo hanno pubblicato una lettera su Le Monde contro la propaganda no euro di Marine Le Pen.

Tra i firmatari anche Stiglitz, altro nome illustre noto per essere critico della moneta unica.

Insomma, un conto è criticare il modo in cui l’euro è stato gestito fino ad oggi un altro è pensare di distruggerlo.

Tradotto in termini più semplici e popolari: bisogna evitare il rischio di buttare il bambino con l’acqua sporca.

Fonte: Qui

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