La notte degli Oscar del 2017 è stata condita da un imprevisto: i presentatori, come ormai sarà noto a tutti, hanno dovuto fare marcia indietro sul film migliore dell’anno.

La società che tradizionalmente gestisce in segretezza ed in sicurezza la stampa e l’imbustamento delle schede con i nomi dei vincitori, ma anche il trasporto verso il teatro, la consegna delle buste nella mani dell’organizzazione è la PriceWaterhouseCoopers, un colosso mondiale dellla revisione, della consulenza e della consulenza fiscale/legale.

Quando Warren Beatty e Faye Dunaway hanno clamorosamente annunciato un nome per un altro, tutti hanno cominciato a chiedersi di chi fosse la responsabilità dell’errore.

Pare, infatti, che i due presentatori avessero in mano la busta relativa al premio per la migliore attrice protagonista, già assegnato ad Emma Stone durante il corso della serata. La responsabilità per questo imprevisto da Oscar, in fin dei conti, non è ancora chiara.

Tant’è che PriceWaterhouseCoopers ha deciso di aprire un’indagine al riguardo. Sempre la società a cui è delegato il gravoso compito per la notte degli Oscar, ha diramato un comunicato che recita: ” Ci scusiamo sinceramente con Moonlight, La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway, e gli spettatori degli Oscar per l’errore che è stato fatto durante l’annuncio per il Miglior Film.

I presentatori hanno ricevuto per errore la busta della categoria sbagliata, e quando è stato scoperto l’errore lo abbiamo corretto immediatamente.

Al momento stiamo indagando su come sia stato possibile tutto ciò, e ci dispiace moltissimo per ciò che è accaduto. Apprezziamo la grazia con cui i nominati, l’Academy, la ABC e Jimmy Kimmel hanno gestito la situazione. PwC”.

Il compito della società arriverebbe sino alla vera e propria consegna mediante due valigette con due copie delle buste all’interno , il tutto si esaurirebbe solo quando la medesima busta verrebbe data da entrambi i lati del palco nelle mani dei presentatori.

Cosa sia successo non è chiaro, certo è che oltre gli Oscar c’è un’altra vicenda per cui il network internazionale era finito sotto le luci dei riflettori: la Price avrebbe revisionato, mediante il suo settore di competenza, i conti di Banca Etruria, come fa notare Termometro Politico.

Nello specifico, la certificazione dei bilanci sarebbe avvenuta per sette anni di fila prima del crack del 2015. Le due vicende, ovviamente, non sono collegate in nessun modo.

Sarà interessante arrivare in fondo alla storia delle buste per capire a chi sarà ascrivibile la responsabilità del malinteso.

Fonte: Qui

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