Per capire quello che sta accadendo in occidente dobbiamo pensare in termini di medioevo feudale

 

Una delle mie frasi preferite per il furto oligarca che continua a verificarsi in tutto il mondo è quella di Taxi Driver Artist: “Questa non è una recessione, ma una rapina.” Con questa premessa Michael Krieger su libertyblitzkriegscrive che questo furto risale però a prima dell’ultima catastrofe economica. Come è ormai noto per chi non si informa nei media mainstream, i salari medi reali non sono aumentati negli Stati Uniti negli ultimi 45 anni, mentre allo stesso tempo, la cosiddetta “crescita economica” è esplosa. Come illustra molto bene un articolo del Guardian di ieri, questo non è solo un problema americano, ma occidentale nel suo complesso.
Allora cosa è successo? E’ meglio mettere le cose in termini di medioevo feudale per comprenderlo: la maggior parte del mondo occidentale ha infatti inserito un nuova forma di schiavitù. In sostanza, prosegue Michael Krieger, bisogna pensare a tutto questo in termini di un re del 1085 che ha appena raddoppiato il territorio sotto il suo controllo. I suoi servi, vecchi e nuovi, dovranno coltivare le stesse terre, ma, al fine di consolidare i suoi possedimenti, il re potrebbe richiedere un maggiore tributo dai suoi contadini. Così l’economia del regno è raddoppiata, ma il servo vive in una condizione peggiore di prima. Questo è più o meno quanto è successo in Occidente negli ultimi decenni.
Che cosa ha permesso questa tragedia dei tempi moderni? La risposta di Krieger è chiara: la finanziarizzazione. Non è un caso che i salari reali medi siano fermi al periodo in cui Richard Nixon dichiarava l’incovertibilità del dollaro all’oro nel 1971. Questo non vuol dire che penso che il “gold standard” sia la risposta. Tuttavia, è importante capire che la manipolazione di denaro da parte della Fed e dei suoi proprietari a Wall Street è al centro stesso di tutto ciò che è andato storto.
Il Guardian del 19 giugno scorso citava un rapporto condotto dalla University of Bristol e finanziato dal Consiglio di Ricerca Economica e Sociale che sarà presentato e pubblicato integralmente a breve. Secondo questo studio emerge come il numero di famiglie britanniche che vivono di sotto degli standard minimi di vita è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni, nonostante le dimensioni dell’economia sia raddoppiata.
Secondo il rapporto, il 33% delle famiglie sopporta condizioni di vita sotto la soglia di povertà – calcolato in base a parametri prestabiliti come l’essere in grado di nutrirsi adeguatamente e vestire se stessi e i loro figli, il riscaldamento delle abitazioni, etc… Nei primi anni 1980, la cifra era del 14%.
La ricerca, annunciata come lo studio più dettagliato mai fatto della povertà nel Regno Unito, afferma che quasi 18 milioni di cittadini britannici vivono in condizioni abitative inadeguate e che 12 milioni sono troppo poveri per prendere parte a tutte le attività sociali di base. E ancora: una persona su tre non può permettersi di riscaldare le case adeguatamente, mentre 4 milioni di adulti e bambini non sono in grado di mangiare in modo sano.
Prosegue il Guardian nel rapportare lo studio: 5,5 milioni sono gli adulti che non possiedono tutti i vestiti essenziali, 2,5 milioni i bambini che vivono in case umide; 1,5 milioni i bambini che vivono in famiglie che non possono permettersi di riscaldarli; un adulto su quattro ha redditi inferiori per evitare la povertà, e uno su cinque deve prendere in prestito per pagare per i bisogni giorno per giorno.
Fonte: antidiplomatico.it
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