Francois Fillon – che ha vinto le primarie dei “Repubblicani” in Francia con oltre il 44% dei consensi e che quindi di appresta a trionfare al prossimo ballottaggio (previsto dalle primarie in Francia) – è bene sapere che è un avversario dichiarato della Ue fin dal lontano 1992, quando sostenne il No alla ratifica del trattato di Maastricht. Questo porta immediatamente a dire che di sicuro non sarà un candidato all’Eliseo “amico” delle oligarchie di Bruxellles, anzi: l’esatto contrario.

Francois Fillon ha 62 anni ed è stato premier nominato tale da Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012, ed è universalmente conosciuto per avere – per sua stessa ammissione – come modelli politici il generale De Gaulle ma soprattutto la Lady di ferro per eccellenza, Margaret Thatcher.

Francois Fillon è figlio di uno stimato notaio, e da giovane era una “testa calda”, fatto che lo portò ad essere espulso da diversi licei. Ma questo non gli impedì di diplomarsi e di prendere la laurea in giurisprudenza per poi – subito dopo – entrare in politica legandosi al gollista Philippe Seguin.

Ma questo è il passato, al presente è davvero interessante leggere il programma con il quale Fillon si è presentato alle primarie, promettendo di metterlo in atto se diventerà presidente della Repubblica.

In estrema sintesi, si può condensare nei seguenti punti:

ECONOMIA

Eliminare 500mila posti nella pubblica amministrazione;

Tagliare di 50 miliardi i contributi sociali per le aziende;

Abolire la tassa patrimoniale per i ricchi;

Rivalutare le 35 ore lavorative settimanali;

Contratto unico flessibile.

(ovviamente questo programma laddove attuato pone la Francia in rotta di collisione diretta con la Ue, che viceversa pretende una forte pressione fiscale, austerity, tassazione dei patrimoni,  E d’altra parte è assente dal programma di Fillon perfino un accenno all’obbligo di “rispettare” i parametri che la Commissione Ue viceversa ha imposto all’attuale governo Hollande-Valls)

ORDINE PUBBLICO, QUESTIONE SOCIALE, POSIZIONE INTERNAZIONALE

Linea dura sugli immigrati per i quali Fillon pomette l’immediata introduzione di restrittive quote annuali ed espulsioni coatte per i non aventi diritto allo status di profugo.

Portare la Francia fuori dalla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo che ha frenato le espulsioni degli imam radicalizzati dalla Francia.

No alla legalizzazione dell’utero in affitto e alle adozioni per i gay.

Controlli severi dell’ordine pubblico, sicurezza delle frontiere francesi, lotta senza quartiere all’islam radicale in ogni sua forma.

C’è da osservare che il programma di Fracois Fillon qua esposto e da lui enunciato pubblicamente, si discosta da quello di Marine Le Pen unicamente su un punto: mentre la leader del Front National ha dichiarato che se verrà eletta presidente i francesi saranno chiamati a votare il referendum per l’uscita della Francia dall’euro e per conseguenza dalla Ue, Fillon non l’ha detto.

Ma il disprezzo di Francois Fillon per la Ue è antico e duro. E avere come ispiratrice Margaret Thatcher, la premier britannica che definì l’euro “la più grande follia dell’era moderna” non farù dormire sonni tranquilli a nessuno, a Bruxelles e a Francoforte. E figuratevi a Berlino.

In ultimo, una nota divertente: in Italia, Repubblica, Corriere della Sera e perfino la Stampa hanno brindato alla vittoria di Fillon alle primarie presentandolo come un candidato “moderato” da opporre all’estremista Marine Le Pen. Davvero grottesco. Com’è corta la vista e la memoria (o forse è grande l’ignoranza) nell’osservare Fracois Fillon. Candidato della destra dura, altro che.

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