Hong Kong è stata sconvolta da un’ondata di proteste contro la politica delle autorità centrali della Repubblica Popolare Cinese. Gli esperti rilevano che le richieste dei manifestanti e il modo in cui si sono sviluppate le proteste fanno pensare alle rivoluzioni del recente passato (rosa, arancione, dei tulipani e altre) e alle tecnologie politiche degli USA.

La strategia di Washington per la sicurezza degli USA prevede che l’America deve continuare a dominare il mondo. Ne consegue che ogni concorrente, anche se solo potenziale, deve essere in qualche modo eliminato, mentre il governo del rispettivo paese deve essere rigidamente controllato dalla Casa bianca. La Russia è stata messa alla prova utilizzando l’Ucraina, per la Cina, a quanto pare, è stata scelta la prova di Hong Kong, dice il vice direttore dell’Istituto dei Paesi dell’Asia e dell’Africa dell’Università di Mosca, Andrey Karneev.

Certo, le prove dirette non ci sono, ma si tenga presente che Hong Kong è la parte più occidentalizzata della Cina ed ex-colonia della Gran Bretagna. C’è da notare anche che durante l’ultimo mese gli eventi ad Hong Kong si sono sviluppati in parallelo con la situazione in Ucraina. Potrebbe essere considerato una specie di risposta alle intenzioni della Russia e di altri paesi dell’area ex-sovietica che si impegnano per l’ulteriore integrazione. Considerate le divergenze tra USA e Cina, non escludo che possa esistere un piano per dimostrare ai dirigenti di Pechino che esistono dei modi per destabilizzare lo sviluppo della Cina.

Le manifestazioni ad Hong Kong sono iniziate dopo l’annuncio che i candidati che partecipano alle elezioni locali dovranno essere approvati dalle autorità di Pechino. I manifestanti chiedono più democrazia ed elezioni vere. Tuttavia, se Pechino decide di reprimere le proteste, è poco probabile che Washington mandi i suoi aerei a portare la “democrazia” ai cinesi, fa notare il direttore del Centro di studi sul Sud-Est asiatico, Australia e Oceania, Dmitry Mosyakov.

loading...

È ovvio che gli USA stanno dimostrando alla Cina di avere delle possibilità per influenzare la situazione. È una nuova sfida alle autorità di Pechino. O Pechino decide di sopprimere le proteste come è stato nel 1989 in Piazza Tienanmen (e allora gli americani potranno dire:Guardate che razza di regime è! Sparano su coloro che chiedono democrazia!), oppure cercherà di stabilire un contatto con i manifestanti, ma in questo caso le proteste potrebbero estendersi a Guangzhou (Canton) e ad altre città cinesi. In tal caso non sarebbe più problema di Hong Kong, ma problema della Cina. La Casa bianca probabilmente ne approfitterà per fare un rimprovero alle autorità della Cina e accusarle di dittatura. Comunque, il fatto che le proteste siano cominciate in un momento in cui la crescita economica e il peso politico della Cina hanno cominciato a minacciare l’egemonia degli USA, fa pensare.

Hong Kong è una zona speciale e Pechino ha fatto ad essa notevoli concessioni, sottolinea Aleksey Voskresensky dell’Università delle relazioni internazionali di Mosca.

Possiamo considerarlo una tendenza. I regimi autoritari più odiosi stanno scomparendo. Perché? Perché non possono essere competitivi. Ciò non significa che stia scomparendo l’autoritasimo come metodo di governo. Anzi, adesso stiamo diventando testimoni di una concorrenza tra i regimi autoritari ma competitivi, e le democrazie irresponsabili e non consolidate. Di solito si tratta di democrazie instabili che possono avere dei problemi economici in relazione all’instabilità dei processi politici interni. Quanto ad Hong Kong, ha un suo sistema di amministrazione politica, ma la persona che sta al vertice del sistema viene nominata dalle autorità di Pechino.

Le manifestazioni hanno suscitato il malessere degli uomini d’affari. Hong Kong è uno dei più grandi centri mondiali degli affari e le proteste potrebbero danneggiare l’economia e la reputazione della regione agli occhi degli investitori. Pertanto 6 grandi gruppi industriali hanno deciso di unirsi per difendere gli interessi degli imprenditori.

loading...