Per Renzi «la risposta che l’Europa ha dato alla crisi economica non è sufficiente alle attese dei cittadini europei», per cui è necessario che il Pd porti «le istanze» di cambiamento dell’Europa «in tutte le sedi»: durante la direzione Pd svoltasi oggi Renzi rilancia i suoi propositi post successo elettorale.

«L’azione nel semestre e quotidiana dei prossimi anni, deve essere incentrata con grande determinazione a dare all’Europa un respiro più ampio delle piccole e grandi questioni che l’hanno attraversata in questi anni- ribadisce – Non è possibile ci sia un’Europa che si occupa di tutto e lascia l’immigrazione a noi. Lo abbiamo detto in campagna elettorale ma non sono più slogan, sono impegni». Per Renzi, l’Europa cambia «perché l’alternativa al cambiamento dell’Europa è l’Europa che non si salva».

Ricapitolando:

1) Renzi crede che “l’Europa” da intendersi come il consesso di oligarchi riunitosi – c’era anche lui – ieri a Bruxelles, non solo gli dia ascolto, ma perfino lo segua. Dilettante. La UE è a trazione tedesca, la BCE è controllata militarmente dalla Bundesbank – senza il cui parere favorevole, Draghi non va neppure in bagno – e le politiche della UE sono decise a Berlino. Punto e basta. Berlino dove Renzi, per altro, è andato prima delle elezioni a baciare la pantofola di Angela Merkel.

2) Renzi racconta che la “guida italiana del semestre europeo” è fondamentale e sarà il modo di veicolare il cambiamento. Delira. Non esiste alcuna “guida italiana” come non esiste in questo momento alcuna “guida greca” benchè la Grecia sia di turno alla presidenza UE. Questo, per il semplice motivo che è un incarico privo – privo – di potere esecutivo a qualsiasi livello. Il potere esecutivo UE è della Commissione capitanata dal suo presidente. E l’Italia non avrà la presidenza della Commissione perchè non è questo l’incarico del “semestre”.

3) Renzi parla di “risposta insufficiente dell’Europa alla crisi economica”, ma l’Unione Europea l’ha data eccome ed è disastrosa: la disoccupazione è a livelli folli, la crescita non c’è, la povertà dilaga, i debiti pubblici degli Stati UE sono raddoppiati – raddoppiati! – negli ultimi cinque anni di crisi. Tutto questo è accaduto non perchè la “risposta sia stata insufficiente” ma perchè è stata sbagliata. Invece delle politiche recessive odinate dalla Germania e messe in atto dalla UE, servivano politiche espansive attraverso la svalutazione dell’euro e grandi prestiti alle economie dei Paesi più deboli da parte della BCE. Serviva europizzare i debiti pubblici con gli Eurobond. Ma la Gernania ha detto ridetto e ripetuto: No! Renzi non deve mentire, perchè di gente che ne capisce purtroppo per lui finalmente ce n’è.

4) Renzi confonde il successo del Pd alle europee con i dati devastati dell’economia e dell’intero sistema-paese Italia. Come se l’Italia ora sia “più forte” per il fatto che il Pd ha preso il 40 e passa per cento. Più forte, in cosa? Quale indicatore economico sarebbe migliorato col Pd al 40%? Capisco. Qualcuno ora avrà pensato: ma almeno il governo s’è rafforzato. Giusto. Ma Renzi lo sa che le decisioni di politica economica italiana non si prendono in Italia, bensì all’interno della Commissione Europea? Renzi lo sa che per poter “spendere” l’unica via che ha è “tagliare” e per tagliare abbastanza da rendere significativa la spesa pubblica per il rilancio dell’economia, dovrà definitavamente distruggere lo Stato italiano? Certo che lo sa.

Sono gli italiani che l’hanno votato che non l’hanno ancora capito.

max parisi – www.ilnord.it

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