Durante la sua visita in Mongolia il Capo dello Stato russo ha dichiarato di aver preparato un piano per stabilizzare la situazione nella parte orientale dell’Ucraina. Il piano del Presidente include sette punti.

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In primo luogo pone “la cessazione delle operazioni offensive dell’esercito e delle milizie armate del sud-est dell’Ucraina nelle direzioni Donetsk e Lugansk.”
In secondo luogo, le unità armate dell’esercito ucraino devono essere ritirate ad una distanza tale da non aver la possibilità di sparare sui centri abitati con mezzi di artiglieria e tutti i tipi di lanciarazzi.
Il terzo comma del piano di Putin è quello di attuare un controllo internazionale completo e obiettivo sulle condizioni del cessate il fuoco e organizzare il monitoraggio della situazione nella zona di sicurezza creata in tal modo.
In quarto luogo, occorre escludere l’uso di aerei militari contro i civili e i centri abitati nella zona del conflitto. Il quinto comma, secondo Putin, è organizzare uno scambio di persone detenute secondo il principio “tutti per tutti” senza precondizioni.
Il sesto punto è l’apertura di un corridoio umanitario per il movimento dei profughi e la consegna di aiuti umanitari alle città e centri abitati nel Donbass, nelle regioni di Donetsk e di Lugansk.
Infine, il settimo è garantire la possibilità di inviare alle località colpite del Donbass le squadre di riparazione per ripristinare le infrastrutture sociali e di supporto vitale, aiutandoli a prepararsi per l’inverno.

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