Usare la parola eterna contraddizione non è un peccato se è riferita al Pd. Proprio loro, quelli del Sì, quelli che oggi, con il mandante Giorgio Napolitano (figlio della Jp Morgan), vogliono cambiare la Carta Costituzionale. Sapevate che nel 2013, quando a cambiare la Carta era Berlusconi, loro la difendevano all’interno del loro programma elettorale?

Voi vi domanderete: ma come è possibile che il Pd nel 2013 difendeva con i denti la “vecchia” Costituzione mentre oggi ne impone con forza ai cittadini una nuova attraverso apparizioni strappalacrime e comizi che creano guerriglie urbane?

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Beh, nel documento che contiene il programma del Partito Democratico del 2013 ho trovato alla voce “democrazia” una frase a favore della Costituzione scritta dai vecchi padri costituenti: “Pagina non trovata”. No, non è una presa in giro, il programma 2013 è sparito dagli archivi del PD. Ecco a voi la prova: http://www.partitodemocratico.it/doc/249339/democrazia.htm. Ed è sparito anche il file pdf del programma intero.

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Ma come? Un partito che sta in Parlamento dal 2013 e che quindi è stato eletto con lo stesso programma perché deve farlo sparire dai propri archivi? Non sarebbe una questione di trasparenza verso i cittadini?

Ma non mi sono rassegnato e, cercando sul web, ho trovato finalmente su leggioggi.it (sito che non c’entra niente con il Pd) il fatidico programma 2013. Ecco la voce “democrazia”: http://www.leggioggi.it/elezioni-politiche-2013-il-programma-elettorale-del-partito-democratico/#1

Potete leggere: “l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo.”

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Bene, quindi, avendo una Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo, perché cambiarla? Perché, poi, cambiarla in quel modo? Più complessa e più statica? Ma soprattutto, perché cancellare quei programmi del 2013 dagli archivi? Forse perché non rispettavano tutte le fandonie di oggi?

Apro una parentesi: alla voce “beni comuni” viene riportato questo: “I referendum del 2011 hanno affermato il principio dell’acqua come bene non privatizzabile”. A marzo scorso, invece, il Pd ha chiesto l’abolizione dell’articolo che avrebbe dato attuazione alla volontà di 26 milioni di italiani (quelli che hanno votato al referendum per l’acqua pubblica del giugno 2011).

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Chiusa parentesi. In conclusione, riprendendo il discorso della Costituzione, il non rispetto della Costituzione e dei referendum fa il ritratto del Pd odierno. Un partito che ha scritto nel suo programma tante belle parole che, però, non ha rispettato. (All’interno del programma non è mai stata usata la parola banche, eppure il Governo ha regalato soldi alle stesse banche. E allora? Voi vi fidate ancora?)

Beh, in questo caso ci si augura, per il bene degli italiani, che il Pd finisca come il programma del 2013 nei loro archivi: “Partito non trovato”.

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. – Piero Calamandrei

Fonte: GionaPanarello

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