Il premier è sempre più in affanno sul referendum e i sondaggi danno da tempo in vantaggio il No. E così dopo le batoste dell’Istat che hanno registrato il ritorno della deflazione in Italia e lo spread che torna a volare, Renzi deve fare i conti con il giudizio di Bruxelles sulla manovra.

Una manovra, quella varata dal governo piena di mance elettorali per assicurarsi qualche Sì in più al referendum. Le coperture ballerine hanno subito messo in allarme l’Europa e la richiesta di una flessibilità per l’emergenze sisma e immigrazione hanno fatto il resto dello scontro tra palazzo Chigi e l’Ue.

Ma a tre settimane circa dal voto su cui Renzi si gioca il suo futuro arriva un aiutino proprio da Bruxelles. La Commissione Ue indicherà che la Legge di Bilancio potrebbe non rispettare le regole europee su debito e deficit, ma sospenderà il giudizio fino a inizio 2017 dando al governo il tempo di superare il referendum e allungando i termini del negoziato con Roma.

Una mossa questa che di fatto evita di esporre Renzi a pesanti critiche qualora fosse arrivata una sonora bocciatura alla manovra entro il 4 dicembre.

La finanziaria 2017 di Renzi non viene bocciata. Per ora. Tutto viene rinviato. Bruxelles a questo punto si lascia le mani libere per mettere in un secondo momento, ovviamente dopo il referendum, il governo davanti al muro dei conti. Che non tornano.

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