Ancora rifiuti per strada. Tecnicamente le cause guardano a due problemi contingenti: si è fermato per due giorni l’impianto di trattamento di via Salaria, per un intervento di manutenzione; si è bloccato il tritovagliatore di Rocca Cencia per la sostituzione di un pezzo.

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Dunque, i camion che hanno raccolto i rifiuti sono rimasti inoperosi negli impianti in attesa di poterli scaricare. Ma la verità è che i problemi contingenti sono fisiologici e ineliminabili e che a non funzionare, a risultare inadeguato e costantemente a rischio, è il sistema di raccolta e smaltimento. In altri termini: non si vede una soluzione strutturale all’orizzonte e fino a quando la differenziata non si schioderà dal 38 per cento avremo sempre i rifiuti per strada.

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CONTROMISURE
Ora l’Ama propone qualche soluzione temporanea, ma sono solo palliativi. L’azienda guidata da Daniele Fortini ha spiegato che saranno realizzate delle piccole piazzole di cernita temporanee, dei minicentri di selezione all’interno della città, «da utilizzare nelle fasi di difficoltà che consentano di raccogliere le buste di rifiuti lasciate attorno ai cassonetti, di toglierle dalla strada e di fare anche una selezione successiva per differenziare i materiali». Questa soluzione deve andare in parallelo con l’idea di attivare delle squadre in tutti i municipi con l’obiettivo di liberare i marciapiedi quando si accumulano i rifiuti.

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Si parla di 600 operatori. Il problema però è che i sacchetti sui marciapiedi non ci dovrebbero proprio essere. A volte è il frutto della maleducazione di alcuni cittadini, a volte dell’azione delle bande che rovistano nei cassonetti. Molto più spesso è l’effetto del mancato svuotamento dei cassonetti da parte del camion dell’Ama. O dello svuotamento in ritardo, senza la parallela pulizia dei marciapiedi. Inoltre, l’emergenza rifiuti sta creando quartieri di serie A e di serie B, perché come hanno potuto constatare ieri in un giro per le strade di Roma il presidente Fortini e l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, il fenomeno dei marciapiedi pieni di rifiuti è a macchia di leopardo.

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CASSONETTI
Estella Marino: «Il quadro è disomogeneo, vi sono quartieri puliti, altri sporchi». La Marino è stata nei Municipi VIII (zona Ostiense), XI (Marconi), XII (Monteverde, Via Carini, Via dei Quattro Venti), XV(Ponte Milvio e aree limitrofe), XIII (Piazza Risorgimento), V (Via di Tor Pignattara), IV (Via Pietralata, Via Pomona). «Abbiamo constatato problemi in alcune zone, in altre invece il servizio sembra stia tornando alla normalità». Ma la rabbia tra i romani sta crescendo e il tweet dell’altro giorno di Bruno Vespa, indignato per i rifiuti per strada, ne è una fotografia. Bisogna anche capire quanto abbia alimentato l’emergenza la riduzione dei cassonetti: nel 2013 ne sono stati rimossi 4.300. I mezzi sono divisi in quattro autorimesse (Ponte Malnome, Tor Pagnotta, Salario e Rocca Cencia) e dovrebbero svolgere il servizio su tre turni. Un’altra autorimessa dal 2013 è in via dei Romagnoli. Ma la spazzatura in alcuni quartieri resta sui marciapiedi. E la tariffa dei rifiuti aumenterà del 4 per cento.

 

FONTE: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/rifiuti_roma_raccolta_ferma_impianti_tilt/notizie/788389

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