Nei prossimi mesi, vista l’urgenza, verranno fuori i nomi dei vincitori di un maxi appalto per l’organizzazione di eventi che già ora sta scatenando appetiti.

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Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

Nei prossimi mesi, vista l’urgenza, verranno fuori i nomi dei vincitori di un maxi appalto per l’organizzazione di eventi che già ora sta scatenando appetiti. Se poi sul piatto c’è la gestione “chiavi in mano”, come recitano testualmente le carte, del prossimo vertice del G7 a guida italiana, allora si comprende la delicatezza della questione.

Ma si realizza pure la delicatezza della decisione di palazzo Chigi, che per la prima volta ha deciso di mettere la procedura in mano alla Consip, la centrale acquisti del Tesoro che cura gli approvvigionamenti della Pubblica amministrazione cercando di garantire risparmi.

Diciamo subito che l’appalto, diviso in quattro lotti, per ora vale complessivamente 25,3 milioni di euro. Il pezzo forte del bando è il lotto 1, quello che potrà essere vinto da un solo operatore e che riguarda “progettazione, organizzazione, allestimento e gestione chiavi in mano del vertice dei capi di Stato e di Governo” (valore 12,4 milioni).

Le carte, nell’illustrare l’importanza dell’operazione, ricordano che dal 1° gennaio l’Italia assumerà la presidenza del G7. Il vertice vero e proprio, continuano i documenti, “si terrà presumibilmente in Sicilia il 26-27 maggio e prevede la partecipazione di 35 delegazioni con circa 2 mila delegati”, oltre a “circa mille persone di staff della presidenza/organizzazione italiana”. Previsti anche “3 mila giornalisti”.

I DOCUMENTI

Chissà se per quella data Matteo Renzi sarà ancora al Governo. Di sicuro l’azienda che risulterà vincitrice di questo lotto dovrà fare praticamente di tutto: “progettazione esecutiva, direzione tecnica, segreteria tecnica, scouting locations, servizi di accoglienza, servizi di accompagnamento, servizi di presidio sanitario, presidio antincendio” e chi più ne ha più ne metta. Tra le attività da svolgere c’è poi anche la ristorazione, con la previsione di “cene Vip” e “cene di gala” durante le quali non dovranno mancare “assaggi di formaggi selezionati”.

Ancora, nel perimetro rientra pure un servizio “omaggi e doni”, con la fornitura di un totale di 6 mila regalini ai delegati. Ma omaggi e doni potrebbero salire a 9 mila considerando anche i contenuti del lotto 2 (valore 10,5 milioni), il quale ha un contenuto del tutto identico al primo con la differenza che è riferito “agli eventi ministeriali e agli altri eventi a livello politico connessi all’anno di presidenza italiana del G7”.

Quest’ultimo, però, potrà essere vinto da più operatori economici, come del resto il lotto 3 (valore 1,8 milioni), relativo all’“organizzazione di incontri a livello tecnico”. Poi arriviamo al lotto 4, che per 600 mila euro contempla il servizio di “registrazione accrediti e controllo accessi” alle aree dove si svolgerà l’evento. Anche questo lotto potrà essere aggiudicato a un solo operatore.

Qui l’oggetto principale dell’appalto è costituito dalla “fornitura di una soluzione web chiavi in mano” per le suddette attività di registrazione e controllo. Insomma, come si vede si tratta di una serie di attività particolarmente delicate, che per la prima volta palazzo Chigi ha voluto mettere in mano alla Consip, quindi  portare all’esterno del proprio perimetro decisionale.

Di certo c’è dietro l’intenzione di ottenere risparmi, ma è verosimile che su un appalto di questa delicatezza e portata Palazzo Chigi abbia voluto cercare di “garantirsi” attraverso il ricorso alla centrale acquisti per eccellenza della Pubblica amministrazione. Anche perché, nel passato più o meno recente della struttura amministrativa del Governo, la gestione di qualche appalto si è dimostrata più che sdrucciolevole.

FONTE: DAGOSPIA.COM

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