La Commissione europea apre al governo italiano sulla flessibilità. Almeno a parole.

“Vediamo che cosa ci propongono. La Commissione è un organismo politico, non è che siamo qui a fare i notai. Siamo in grado di fare un negoziato politico e lo faremo”, spiega alCorriere della Sera il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici.

Ma, in merito al Patto di stabilità, avverte: “Abbiamo delle regole e le dobbiamo rispettare”. E, a partire da quest’anno, il governo non può più usare la clausola di salvaguardia, promettendo di far salire Iva e accise in caso di incassi mancati, per ottenere il via libera da Bruxelles allamanovra.

I tempi sono stretti. Entro lunedì 17 ottobre Matteo Renzi dovrà inviare la versione “sintetica” della manovra ai vertici dell’Unione europea. Poi, il 20 ottobre, dovrà presentarla al parlamento. I numeri si conoscono già. L’importo complessivo ssarà di 22-23 miliardi di euro. Ma le coperture restano incerte.

Al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan mancano una decina di miliardi per coprire le tasse sui capitali detenuti illegalmente all’estero (voluntary disclosure bis) e la lotta all’evasione. Queste due voci sono incerte e il governo non può più appellarsi alla clausola di salvaguardia.

“Se nel corso del prossimo anno il governo si rendesse che voluntary e lotta all’evasione non garantiscono questa cifra – spiega a RepubblicaFrancesco Boccia – presidente piddì della commissione Bilancio alla Camera – si fischia il time out e le mancate entrate dovranno essere coperte dal ministero che ha previsto la spesa”.

Oppure, spiega ancora Boccia, “si procederà con un decreto d’urgenza per aumentare le tasse o fare tagli”. E, in questo caso, rientrerebbero irincari su benzina e sigarette.

La parte più consistente della manovra è data dai 15 miliardi di euro necessari a spegnere le clausole messe l’anno scorso ed evitare così gli aumenti di Iva e accise.

Per il resto il governo interviene su pensioni (con Ape e quattordicesima), lavoro (taglio dell’Ires, nuova Iri, decontribuzione per il Sud Italia, bonus per le aziende che assumono dopo lo stage e salario di produttività detassato), rinnovo del contratto degli statali, aumento del fondo povertà, aiuti alle famiglie numerose, imprese e bonus da rinnovare (500 euro ai minorenni e 80 euro ai militari). In extra deficit, invece, Padoan inserirà le misure per l’emergenza immigrazione e il terremoto in Centro Italia.

Ma per questo c’è bisogno del via libera dell’Unione europea. “Io per primo non proporrei mai una soluzione che sia contraria alle regole – spiega al Corriere Moscovici – se così non fosse non esisterebbe neanche la possibilità di cominciare un negoziato. Ma la politica può entrare nelle regole, le può interpretare, adattarle in modo intelligente. Si possono studiare soluzioni, in modo sottile. Ecco, direi sottile, voi italiani usate spesso questo aggettivo, no?”.

nserire nel deficit le spese collegate all’accoglienza dei profughi e al sisma di Amatrice significa portare il rapporto deficit-Pil dall’attuale 2% al 2,4%. Ma Moscovici, che ieri ha incontrato Padoan a Washington, finora ha visto solo il 2%.

“E comunque il 2,4% non è il numero che abbiamo in mente – conclude – +è una questione di sostanza, perchè dobbiamo aspettare che il governo italiano ci presenti la manovra di bilancio.

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