NEW YORK – L’ex sindaco repubblicano di New York, Rudolph Giuliani, appare il candidato favorito ad assumere la carica di segretario di Stato Usa nella nuova amministrazione del presidente eletto Donald Trump. Lo ha riferito ieri un funzionario vicino alla squadra di transizione del presidente eletto, in quello che la stampa Usa accoglie come un segnale “della volonta’ di Trump di circondari di figure leali”.

Giuliani, 72 anni, sarebbe una scelta atipica per il ruolo di capo della diplomazia Usa: ex sindaco, procuratore federale e consigliere di Trump, gli manca – fortunatamente, visto cos’ha combinato la Clinton – una vasta esperienza di politica estera; noto per i suoi toni duri e le sue brusche maniere, rappresenterebbe una netta rottura rispetto alle figure che hanno rivestito tale carica prima di lui: Hillary Clinton, Colin Powell e Condoleezza Rice. E questo per le burocrazie di Washington potrebbe essere uno shock…

Ieri Giuliani ha concesso una lunga intervista al Wall Street Journal, riconoscendo apertamente di essere interessato all’incarico di segretario di Stato e delineando le probabili direttrici di politica estera della prossima amministrazione presidenziale. Trump, ha detto Giuliani, ritiene la distruzione dello Stato islamico la priorita’ fondamentale degli Stati Uniti sul fronte della politica estera.

“Ritengo che nel breve termine l’Isis sia il pericolo piu’ grande, non tanto perche’ si e’ affermato in Iraq e in Siria, ma perche’ ha fatto qualcosa che al Qaeda non e’ stata in grado di fare: diffondersi in tutto il mondo”.

L’obiettivo strategico di lungo termine della prossima amministrazione presidenziale, ha detto l’ex sindaco di New York, e’ la completa ridefinizione delle relazioni con Russia e Cina.

L’amministrazione Obama, ha detto Giuliani, ha trasformato la Russia in un avversario, e non e’ stata capace di ottenere il rispetto del presidente russo Vladimir Putin. Trump ha detto piu’ volte di voler recuperare un rapporto di cooperazione con la Russia, ma Giuliani ha espresso una posizione piu’ articolata.

“La Russia pensa di poter competere sul piano militare, ma non e’ cosi’. E’ il rifiuto dell’amministraizone Obama anche solo di ventilare l’impiego della forza militare ad aver reso la Russia cosi’ potente”. Riguardo la Cina, Giuliani ha detto che la prossima amministrazione preferira’ concentrare i propri sforzi sul fronte economico-finanziario e  commerciale, che Trump intende accusare Pechino di essere “un manipolatore della valuta”. Trump inseguirebbe anche un disimpegno militare al Medio Oriente: l’invasione d

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