I settori più colpiti sono i fiori all’occhiello del made in Italy: moda, lusso e automobili.

E voilà. Da oggi entrano in vigore le nuove sanzioni previste dall’Unione europea contro la Russia, punita per le mire espansionistiche nei confronti dell’Ucraina. Misure che colpiscono le banche e alcuni settori dell’industria di Mosca, oltre ai patrimoni all’estero di alcuni oligarchi. Certo, il presidente uscente del Consiglio europeo Hernan Van Rompuy, ha lasciato le porte aperte a un’eventuale revoca delle misure sottonieando che entro un mese sarà valutata l’effettiva applicazione del piano di pace faticosamente siglato alcuni giorni fa da Mosca e Kiev. Ma, come scrive il quotidiano “Il Giornale”, la reazione di Mosca non aspetterà tanto. Il Cremlino, dopo la decisione sul boicottaggio dei prodotti agricoli, sarebbe infatti pronto a limitare le importazioni di automobili, di alcuni prodotti industriali leggeri e di certi tipi di tessuti made in Unione europea. Il consigliere economico di Putin Andrei Belousov, scrive ancora “Il Giornale”, è stato chiaro: “Noi vogliamo avvisare in anticipo i nostri partner: Mosca ha già preparato corpose misure di ritorsione”.

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All’Italia, quelle “misure” potrebbero pesare parecchio. nel 2013 il nostro Paese ha esportato in Russia beni per 10,4 miliardi di euro, piazzandosi al quinto posto tra i fornitori della federazione, con una quota di mercato del 4,8%. Moda e accessori, che verrebbero colpiti dalla “ritorsione” di Mosca contro le sanzioni, hanno contato per 935 milioni di euro, con una crescita del 2,7% rispetto al 2012. Cifre meno roboanti per il mercato dell’auto, che pur è crecsiuto del 29,9% rispetto al 2012: in tutto, l’Italia ha portato vetture in Russia per 42 milioni di euro. In tutto, fa quasi un miliardino di esportazioni tondo tondo che rischiamo di giocarci.

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