Dallo staff di Hillary Clinton ostentano sicurezza e ottimismo dopo la pubblicazione, da parte dell’Fbi, del’interrogatorio dell’ex segretaria di Stato, avvenuto il 2 luglio scorso.

Ma a dire il vero emerge qualche particolare quantomeno imbarazzante sul conto di Hillary (soprattutto per i molti “non ricordo”) che di certo non le gioverà a livello di immagine. “Siamo contenti che l’Fbi abbia diffuso i materiali dell’interrogatorio di Hillary Clinton – si legge in una nota – come avevamo richiesto.

Mentre il suo uso di un account email privato è stato chiaramente un errore di cui la candidata democratica si è già assunta la responsabilità, questi materiali rendono chiaro perché il Dipartimento di giustizia abbia ritenuto che non ci fossero le basi per proseguire con questo caso”. La decisione di rendere pubblica la documentazione è stata presa dall’Fbi dopo diverse istanze avanzate sulla base del “Freedom of Information Act“, la legge che regola l’accesso alle informazioni raccolte dallo Stato o dalle amministrazioni pubbliche.

Tanti “non ricordo…”

In diversi passaggi del materiale pubblicato dall’Fbi si legge che Hillary Clinton non ha un ricordo nitido dei fatti, almeno così dice. “Clinton non era in grado di ricordare quando ha ricevuto la prima autorizzazione… – si legge nel rapporto -. Clinton non era in grado di ricordare quanto spesso ha fatto ricorso a questa autorità… Clinton non era in grado di fornire un esempio su come veniva determinato se un documento era classificato o meno… Clinton non era in grado di ricordare alcuna specifica metodologia per scegliere il target di un attacco con droni…”.

Durante l’interrogatorio con gli agenti dell’Fbi, Hillary ha dichiarato, tra l’altro, di non aver avuto alcun ruolo nel selezionare le email “collegate al lavoro” che sono poi state girate al Dipartimento mentre quelle personali sarebbero state cancellate. Nei giorni scorsi è emerso che gli investigatori avrebbero individuato una serie di email “di lavoro” che la Clinton non avrebbe mai consegnato. Ma perché non ricorda questi episodi così importanti? L’ex segretaria di Stato sostiene che ciò sia dovuto alla commozione cerebrale che l’ha colpita nel 2012.

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I consigli (non seguiti) di Colin Powell

Hillary aveva chiesto all’ex segretario di Stato Colin Powell alcune informazioni sull’uso di un Blackberry personale. Nella sua risposta via email, Powell aveva consigliato a Clinton di fare molta attenzione perché qualsiasi email inviata dal Blackberry che avesse avuto qualche legame con questioni di lavoro avrebbe potuto diventare pubblica. Evidentemente, però, Hillary non considerò utile questa raccomandazione. O decise di passarvi sopra senza farsi troppi problemi.

Quanti dispositivi ha usato Hillary?

Per difendersi dalle accuse che le sono piovute dopo lo scoppio dello scandalo sull’uso delle email private Hillary ha sempre sostenuto di aver agito in questo modo solo per comodità, desiderando utilizzare un solo cellulare. Il problema, però, è che dall’indagine dell’Fbi emerge che l’ex segretario di Stato avrebbe usato almeno 13 smartphone e 5 iPad durante i cinque anni in cui si è occupata della politica estera della Casa Bianca. E i dispositivi vecchi non era solita custodirli con cura, lasciandoli in luoghi non autorizzati.

Un altro aspetto da non sottovalutare è questo: Hillary si è comportata in modo superficiale (e pericoloso) solo per ignoranza dei mezzi elettronici che utilizzava? Nell’interrogatorio lei si è difesa affermando di aver sempre confidato nelle capacità di giudizio dei suoi collaboratori. Questo ovviamente, si è trasformato in un boomerang: possibile che un fidato collaboratore non l’abbia messa in guardia dai rischi? Trump è andato subito all’attacco, sottolineando che quanto dichiarato evidenzia “la tremendamente cattiva capacità di giudizio e disonestà di Hillary Clinton”.

Trump e Ryan all’attacco di Hillary

La campagna di Donald Trump e del presidente della Camera, Paul Ryan, tornano a denunciare la “negligenza” di Hillary Clinton nell’uso della posta elettronica. ” Hillary Clinton sta correndo per un incarico che inizia ogni giorno con una relazione dell’intelligence top secret, e le note del suo colloqui con l’Fbi rafforzano il tremendo cattivo giudizio e la sua disonestà”, ha dichiarato Jasn Miller, responsabile della comunicazione di Trump. “La negligente condotta di Clinton – ha aggiunto – e i tentativi disonesti di evitare la responsabilità mostrano che la sua presidenza non può essere attendibile”.

Fonte: qui

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