Sono ormai parecchi anni che la Russia di Vladimir Putin guarda alla Cina come un alleato; molti sono stati gli accordi tra i due paesi negli ultimi tempi, ma solo di recente hanno consolidato questa intesa sul piano bellico. I due titani asiatici hanno dato prova al mondo di questa loro cooperazione eseguendo una perfetta esercitazione militare delle loro forze congiunte nel Mar Cinese orientale, palese dimostrazione di forza contro il Giappone, alleato occidentale.

Cina e Russia hanno di recente consolidato il loro rapporto con una manovra economica di proporzioni epiche. È stato firmato un accordo per la fornitura del gas da 400 miliardi di dollari, dove la Russia garantisce al primo utente energetico al mondo una delle più importanti fonti di combustibile; il tutto assicurando un nuovo mercato per Mosca, recentemente in crisi nei confronti dei clienti europei per via della crisi in Ucraina. Questo incredibile accordo firmato nel mese di maggio risulta essere il più ricco contratto della storia. La Russia, a partire dal 2018 e per trent’anni, venderà alla Cina 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il patto sul gas ha consentito a Xi Jinping e a Putin di sbloccare anche un pacchetto di 49 accordi bilaterali, dall’aereonautica all’hi-tech, cardine della nuova “partnership globale e cooperazione strategica” tra le capitali simbolo del post-comunismo, divise prima dalla rivalità tra Mao e Chruscev e poi dall’implosione dell’Urss seguita al 1989.

I rapporti commerciali tra i due paesi non potrebbero essere migliori. Il volume d’affari tra Russia e Cina è cresciuto di almeno il 40% all’anno tra i 2009 e il 2011 e le autorità russe dicono che l’obiettivo di arrivare a 100 miliardi di dollari (oltre 80 miliardi di euro) entro il 2015 è prossimo a essere raggiunto. Se nel gas è la Russia a fare il banco, questo non avviene in altre sfere commerciali: in aree della Russia vicine al confine, lontano da Mosca, i beni di consumo prodotti in Cina riempiono i magazzini nei negozi alimentari della zona e i russi fanno viaggi per comprare vestiti e cibo.

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Questa intesa economica tra i due Leader si è consolidata nel 2013, quando Xi Jinping e Putin hanno raggiunto intese sulle joint venture sino-russe, tra cui un massiccio accordo sul petrolio e gas con la società statale Rosneft, la più grande compagnia petrolifera russa che con questo accordo arriva quasi a triplicare le forniture di petrolio alla Cina nei prossimi anni, dai circa 300.000 barili al giorno, (15 milioni di tonnellate l’anno). A riguardo, dice un comunicato ufficiale del Cremlino: “Vladimir Putin e Xi Jinping hanno discusso la situazione estremamente complessa che si svolge in Ucraina, rilevando la vicinanza delle loro posizioni. Essi hanno espresso la speranza che le iniziative adottate dalla leadership Russa aiuteranno a diminuire la tensione socio-politica e garantire la sicurezza della popolazione di lingua russa in Crimea e nelle regioni orientali dell’Ucraina”

Lo scorso 20 Maggio, durante un discordo ufficiale, il Presidente cinese Xi Jinping ha dimostrato la volontà di creare una struttura asiatica per la cooperazione nella sicurezza che comprenda Russia e Iran ed escluda gli Stati Uniti. Il Leader cinese nel suo discorso condanna gli Stati Uniti definendo la NATO un obsoleto pensiero da Guerra Fredda, che tutala pochi paesi lasciando gli altri nell’incertezza. Gli Stati Uniti temano queste possano essere le basi per un’alleanza bellica in piena regola.

Altra pesante accusa agli USA è stata mossa in relazione ad i suoi interventi militari in Medio Oriente, condannando la condotta interventista americana dove, secondo il pensiero russo-cinese, qualsiasi paese si sia rifiutato di piegarsi alle pressioni statunitensi sia stato attaccato sotto pretesti come “protezione dei civili” e “problemi di sicurezza nazionale”. A tal proposito la Russia di vanta di come il suo intervento in Siria abbia bloccato l’ennesimo sopruso militare degli USA. Altro fronte comune russo-cinese, l’impedire agli “stelle e strisce” di sanzionare il programma nucleare iraniano. Chiaramente i discorsi alla base di queste teorie risalgono ai vecchi, seppur “sempre verdi”, discorsi marxisti; i quali condannano il modello economico imposto dagli Stati Uniti, che favorisce le multinazionali schiacciando i popoli. Ricordiamo che Russia e Cina sono due popoli da sempre unito sotto la bandiera “rossa”.

Articolo scritto da Giuliano Crisanti per ibtimes.com – che ringraziamo.

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