Il 730 precompilato piace agli italiani. Di più: «La precompilata è oggi una scommessa vinta per l’ intero sistema Paese: l’ Agenzia che la predispone e i cittadini che mostrano di apprezzarla».

Ma se le parole caramellate di Rossella Orlandi, direttore delle Entrate, rilasciate al Sole24Ore fossero vere, non si capisce come mai ci sia bisogno di spedire a casa dei contribuenti altri 220.000 avvisi «bonari» su anomalie riscontrate tra quanto risulta al Fisco e quanto archiviato online.

Neanche il tempo di tornare dalle ferie e riambientarsi alla routine lavorativa e entro ottobre centinaia di migliaia di caselle della posta di altrettanti cittadini saranno riempite da un’ ingombrante quanto sgradita lettera a firma della Orlandi.

Nella missiva l’ Agenzia delle Entrate solleverà le sue obiezioni e chiederà di mettersi in regola. Se lo fa è perché le informazioni acquisite direttamente dai datori di lavoro, dagli enti di previdenza e dai sostituti d’ imposta non quadrano, ovviamente in difetto, con quanto dichiarato o addirittura “dimenticato”.

Non sono pochi infatti i casi di mancata consegna della dichiarazione dei redditi anche quando il contribuente ha ricevuto regolarmente stipendio o pensione. Un controllo facile facile per il fisco «amico».

Una volta ricevuta la lettera e se errore c’ è stato, è possibile correre ai ripari entro la fine dell’ anno pagando la differenza con l’ aggiunta di sanzioni ridotte, attraverso il modello Unico.

La possibilità di avvalersi del “ravvedimento operoso” e quindi di ottenere uno sconto significativo sulle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione, se il 730 non è stato proprio presentato, e per gli eventuali versamenti, è in effetti un importante passo avanti che si è potuto ottenere grazie alla denuncia dei redditi precompilata.

Abituati a ricevere letteracce tutt’ altro che bonarie dopo anni dalla presentazione del 730 e a dover pagare sanzioni piene e salate, essere avvisati dell’ eventuale errore nello stesso anno d’ imposta dà sicuramente l’ impressione di vivere in un Paese un po’ più serio. Da qui ad «apprezzare» le lettere del Fisco però ce ne passa.

«I vantaggi», dice la Orlandi, «sono quelli della semplicità e dell’ esclusione dai controlli». Questo perché seguendo le indicazioni della lettera si evita di fatto che il Fisco suoni il campanello di casa.

Mettendosi in regola, va sottolineato, ci si salva dalla visita dell’ Agenzia. «Stiamo inaugurando una stagione nuova di dialogo e di partnership con i cittadini», continua il direttore. Basta che non sia un dialogo a senso unico.

Una parentesi non di poco conto: la scorsa settimana l’ Agenzia delle Entrate ha avvisato i contribuenti sulla possibilità di ricezione di lettere truffa che ricalcano in tutto e per tutto quelle ufficiali, logo compreso.

Attraverso un comunicato l’ Agenzia ha precisato che non si tratta di comunicazioni ufficiali da parte dell’ Amministrazione e ricorda che non chiede mai pagamenti tramite conto corrente postale o bonifico bancario, ma solo con l’ utilizzo dei modelli di pagamento F23 o F24.

L’ Agenzia invita i contribuenti a non dare seguito alle richieste della falsa lettera e invita i destinatari a denunciare il tentativo di truffa, rivolgendosi quanto prima a qualsiasi ufficio delle Entrate e alle forze di polizia.

Fonte: qui

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