“L’ho vista dentro il camper, era viva e cosciente, ma non era nella condizione di muoversi. Le ho teso una mano, ma lei riusciva solo a guardarmi. Poi il fuoco è divampato e, a quel punto, con la pelle che mi bruciava, mi sono dovu- to allontanare”.

Quel 60enne turista emiliano, giunto a Cesenatico per un tranquillo weekend di sole e mare, non dimenticherà facilmente quegli occhi che, tra il fumo denso, lo guardavano. E’ l’immagine più drammatica di una storia di miseria e povertà, una storia che stride terribilmente con la movida balneare che, sulla spiaggia di Cesenatico, imperversava ieri poco distante da quel parcheggio. L’allarme. Alle 13.30, dal centro di Cesenatico, si è levata una spessa coltre di fumo nero, visibile nitidamente anche dalla statale Adriatica.

Ben presto l’incendio è stato circoscritto al parcheggio camper, a monte della ferrovia. Quel fumo plumbeo, infatti, proveniva da un camper incendiato. Si è subito pensato ad un motore surriscaldato o al classico fornellino difettoso. Nessuno, però, poteva immaginare che, nell’abitacolo di quel mezzo, fosse rimasta imprigionata una donna. E’ questo il macabro epilogo di una storia tragica, che ha avuto tra i testimoni oculari anche un cane maremmano che ha visto la sua padroncina morire. Chi era.

La vittima – Arianna Garuffi, 36enne di origini riminesi (sposata con un calabrese) – viveva all’interno del camper da diverso tempo e si trovava in una situazione di disagio economico. Per questo, dopo sfratti seriali e turbolente vicende esistenziali, aveva trovato una dimora accogliente in quel vecchio camper parcheggiato stabilmente nell’area a monte della ferrovia. Una “casa” con pochi comfort, ma finalmente una “casa”. Da condividere con il suo fedelissimo cane.(…)

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