Dopo nove anni, Clemente Mastella viene assolto per la caduta del governo Prodi. E con lui anche la moglie, Sandra Leonardo. Dopo quasi un decennio di fango e accuse, in pochi hanno chiesto scusa a Mastella.

E tra loro non c’era Rosy Bindi, la presidente della Commissione antimafia del Parlamento, che poco prima delle elezioni regionali presentò una lista di “impresentabili”.

Tra questi, anche Mastella e moglie. E contro la Bindi che non si scusa, nella sua rubrica su Il Giorno, si scaglia Vittorio Sgarbi.

“La Bindi aveva torto, aveva abusato del suo potere, o lo aveva usato in modo irresponsabile. La costruzione di Rosy Bindi era infondata, calunniosa, diffamatoria, e per di più declinata dal colle più alto dell’antimafia”, scrive il critico d’arte.

“Se avesse fatto un accertamento degli indizi – continua – sarebbe probabilmente arrivata prima alle stesse conclusioni del tribunale di Napoli”, che ha assolto Mastella e signora. “Invece – rimarca Sgarbi – ha preferito diffamare, infangare“.

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Dunque Sgarbi ricorda come la moglie di Mastella abbia rivelato che, a causa di questa vicenda, ha perso ogni credibilità politica. E dalla politica, per forza di cose, si è affrancata.

Dunque Sgarbi sottolinea: “Le scuse non risultano, ma risulta che la Mastella, persa la credibilità, senza colpa, ha abbandonato la politica, mentre Rosy Bindi, colpevole con il dolo della diffamazione, perseguita con personale accanimento, è ancora (per poco) in Parlamento e continua la sua attività con mancanza di rispetto per la dignità delle persone“.

Dunque, la bordata finale: “E guadagna, prima di avere il vitalizio, almeno 17mila euro al mese di indennità”.

Fonte: Qui

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