La Muta, unica opera di Raffaello custodita dalla sua città natale, ovvero Urbino, ha lasciato l’Italia per la Russia. Per una mostra in Russia, per la precisione.

Una scelta che ha letteralmente fatto imbufalire Vittorio Sgarbi, assessore alla Cutlura di Urbino: “L’Italia è in ginocchio. C’è un Paese forte, la Russia, che chiede capolavori di nessun valore – spiega in un’intervista a Il Giorno – e un paese che china la testa e li concede senza avere nulla di serio in cambio, nel silenzio generale degli intellettuali”.

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Per il critico l’Italia dovrebbe rifiutare questi prestiti “perché non si prestano opere fondamentali per l’identità di un museo senza avere nulla in cambio. È una questione di dignità e strategia. La mostra di Mosca – ribadisce – non ha alcun valore storico o culturale”.

E allora, perché si fanno questi prestiti? “Perché si ritiene che ci siano accordi politici superiori e i direttori dei musei preferiscono piegare la testa, per non inimicarsi nessuno. Tutto quasi ovvio. Ma io aggiungo un tema? Perché gli intellettuali tacciono? (…). Gli si è bloccata la mano?”

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