SI SCRIVE MATTEO RENZI, SI LEGGE J.P. MORGAN LE RAGIONI DEL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

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In guerra e amore tutto è permesso si dicedeva una volta, ora bisogna aggiungere anche l’ economia e la grande finanza internazionale. Molti di voi penseranno “ecco un’altro complottista, un’altro appartenente all’ M5S ,magari un populista, razzista e omofobo” Niente di tutto questo, sono solo uno che legge, ascolta, si documenta e poi parla o scrive a seconda dei casi! Nel Novembre del 2014 venni deriso da molti quando ipotizai in un mio editoriale dal titolo “4/12/2014 CAMBIA IL SISTEMA DI CONTROLLO BANCARIO” , che da li a poco alcune banche sarebbero saltate e che molti correntisti e/o obbligazionisti ci avrebbero rimessi i soldi. Non sono un vegente, avevo sooo ascoltato ua trasmissione di Oscar Giannino su Radio 24 Il Sole 24 Ore e approfondito il caso in questione.Ultimamente la mia curiosità mi ha spinto ad approfondire le motivazioni dell’ accanimento mediatico di Matteo Renzi nell’affermare che bisogna votare SI al Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 per dare una bella sforbiciata ai costi della politica e far ripartire l’economia Italiana.
Ma è proprio così? Ma Renzi crede veramente in quello che dice… oppure… “deve crederci”? Mario Monti portava settimanalmente i compiti dell’ Italia alla maestrina Merkell nel 2012, a Matteo Renzi invece i compiti gli vengono già preparati, deve solo recitare la parte. E sapete chi li scrive? la J.P. Morgan, la banca d’affari che è stata formalmente denunciata nel 2012 dal governo federale americano come responsabile della crisi, in particolare per l’acquisto della banca d’investimento Bear Sterns. Supposizioni? teorie comlottiste? Prima di dare una vostra valutazione su quanto da me affermato e non solo da me, ascoltate.
Il 28 maggio del 2013, la Banca d’Affari JP Morgan, ha pubblicato un documento intitolato “aggiustamenti nell’area Euro”, una vera e propria ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo consiglio ai governi nazionali d’Europa ed in particolare a quelli del sud, per sopravvivere alla crisi del debito è: liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste. In qusesto documento, vengono citate, tra le varie cose che bloccano il grande capitale finanziario internazionale: la tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori e la licenza di protestare se sono proposte o modifiche sgradite. Logicamente menziono anche la fonte da cui sono state prese queste notizie, si tratta dell’editoriale di di Luca Pisapia del 19 giugno 2013 apparso sul “Il Fatto quotidiano”. Ma chiediamoci il perchè secondo JP Morgan dobbiamo cambiare la nostra Costituzione ? Proprio perchè è troppo scialista e garantisce la protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori e contempla il diritto alla protesta contro i cambiamenti dello status quo politico. Quindi secondo voi è un caso che le riforme che chiede a gran voce Matteo Renzi siano le stesse che vuole JP Morgan? Fedele al detto che tre indizzi fanno una prova, andiamo al secondo indizio.
Primo giugno 2012, primo aprile 2014. Due protagonisti sempre presenti: il presidente del consiglio Matteo Renzi, all’ ora sindaco di Firenze, e l’ex premier britannico Tony Blair da quattro anni consulente finanziaro della Banca d’ affari JP Morgan che per l’appunto il primo giugno del 2012 organizza una cena d’affari a palazzo Corsini a Firenze. Il padrone di casaJamie Dimon A mministratore delegato della JpMorgan. Primo aprile 2014 la scena di sposta Oltremanica. Questa volta gli onori di casa lo fa l’ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terracciano. Durante la cena, Renzi e Blair discutono in privato.
Il giorno successivo Blair rilascia una dichiarazione al quotidiano La Repubblicanel quale afferma: ” momenti di grande crisi sono anche momenti di grande opportunità. In tempi normali sarebbe difficile per chiunque realizzare un programma ambizioso come quello delineato dal nuovo premier italiano Matteo Renzi. Ma questi non sono tempi normali per l’Italia. Renzi comprende perfettamente la sfida che ha di fronte. Se facesse solo dei piccoli passi rischierebbe di perdere la spinta positiva con cui è partito. Perciò c’è una coerenza tra il suo programma di riforme costituzionali e le riforme strutturali per rilanciare l’economia. E la crisi può dargli l’opportunità per compiere quei cambiamenti che sono necessari al Paese, ma che finora non sono mai stati fatti per le resistenze di lobby e interessi special” .
Vorrei fare notare come particolare diciamo curioso, che esattamente 20 anni prima e cioè il 2 giugno 1992, ci fù l’incontro di personaggi della politica, della finanza e dell’economia italiana e anglo americana sul Panfilo Britannia, per discutere e mettere in atto le strategie per la privatizzazioni in Italia e il saccheggio dell’economia nazionale.
Terzo indizio. Lo sapete chi ha scelto Matteo Renzi come consulente esterno per gestire le bad banks e quindi lo smaltimento dei crediti deteriorati? Proprio la JP Morgan, solo che mentre la Banca dava consigli al nostro governo, consigliava ai propri clienti di “evitare le banche italiane”. Nel 2015 la JP Morgan ha preso una multa da 342 milioni di Euro dalle autorità americane per la manipolazione sulForex e sull’ LIBOR.. Ecco da chi prende lezioni Matteo renzi, anzi, istruzioni, da una banca che ha manipolato i mercati e che ha truffato i risparmiatori di mezzo mondo, compresa l’ Inghilterra e la Cina. JP Morgan scrive le rifrme, Renzia le esegue. E’ in atto in Italia il secondo Golpe finanziario ed il sesto in Europa, ma quello che c’è di peggio in questa bruttissima storia è che pochi di noi se ne sono accorti o hanno avuto la percezione che qualcosa in questo sistema sia manipolato dall’esterno. Ora, spero con questo mio intervento, di avere aggiunto un’altro tassello al mosaico, anzi un’altra pedina a questo Risiko finanziario. Siamo in guerra Ora sappiamo finalmente quali sono i nostri nemici, ora sta a noi avere il coraggio di prendere delle posizioni e combatterli. La storia e le future generazioni godranno o soffriranno delle nostre scelte.
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