Il discorso del presidente Obama all’Assemblea generale dell’ONU non è stato un discorso di pace. Tale è l’opinione che il ministro degli Esteri della Russia, Sergej Lavrov, ha espresso dopo l’intervento all’ONU del presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama ha esortato il mondo a unirsi di fronte alle minacce globali, tra le quali ha annoverato il virus Ebola, il terrorismo nel Medio Oriente e la Russia.

Mercoledì nell’ambito della 69° sessione dell’Assemblea generale del’ONU è cominciata la discussione politica. Dopo l’intervento del presidente brasiliano Dilma Rousseff, che ha dichiarato che la voce dei paesi emergenti nell’arena internazionale rimane inammissibilmente debole, la parola è stata presa da Barack Obama. Nel suo discorso dai toni bellicosi il vincitore del Nobel per la pace ha esortato il mondo a unirsi di fronte alle minacce globali, tra le quali egli ha annoverato l’Ebola, il terrorismo mediorientale e la Russia. Il fatto che Obama abbia invitato l’Assemblea generale a “mettersi dalla parte giusta della storia” nel valutare le azioni della Russia nell’arena internazionale, è molto significativo.

Più tardi il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha detto che non servere giocare allo scaricabarile.

Per quanto riguarda il discorso del signor Obama, la Russia ha avuto l’onore del secondo posto nella graduatoria delle minacce alla pace e alla sicurezza internazionale. Al primo posto c’è la febbre da Ebola. Al secondo, per usare le parole del presidente Obama, “l’aggressione russa in Europa”, al terzo – ISIS, Al-Qaeda e gli altri terroristi che ora stanno spadroneggiando nel Medio Oriente, in primo luogo nei paesi, contro i quali gli Stati Uniti, in maniera illegale e in violazione del diritto internazionale, hanno intrapreso degli interventi armati. Il discorso di oggi del presidente degli USA rappresenta la visione americana del mondo. È la visione di un paese che nella sua strategia di sicurezza nazionale ha sancito il proprio diritto a usare la forza a propria discrezione, indipendentemente dalle decisioni del Consiglio di sicurezza del’ONU o dalle altre norme del diritto internazionale. A mio giudizio, il “discorso del pacificatore” è malriuscito.

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Barack Obama ha basato il suo discorso sulla tesi secondo cui oggi il mondo è diventato molto più libero e sicuro. Evidentemente si tratta di umorismo nero del presidente americano. In Europa, in Ucraina, per alcuni mesi ha infuriato una guerra fratricida che ha causato migliaia di morti e ha costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare le loro case. Nel Medio Oriente imperversa l’estremismo, gli Stati si stanno disintegrando sotto i nostri occhi. I terroristi sequestrano stranieri, compresi dei cittadini statunitensi, e organizzano esecuzioni in pubblico. Eppure il presidente USA dice alla comunità internazionale che la vita sta migliorando, ironizza il presidente della Fondazione “Politica” Viacelsav Nikonov.

Esistono i risultati di vari studi internazionali svolti da istituzioni abbastanza autorevoli. Negli USA, in particolare, la Rand Corporation ha promosso degli studi sul problema del terrorismo contemporaneo che dimostrano che negli ultimi anni, al contrario, la minaccia del terrorismo è cresciuta bruscamente ed è aumentato il numero di persone che militano nelle fila di Al-Qaeda e delle altre strutture terroristiche. Da quando, nel 2001, gli USA hanno cominciato la loro lotta al terrorismo, il numero dei terroristi nel mondo è cresciuto di 50 volte. Così pure la quantità degli attacchi terroristici. Ciò non avviene negli USA, riguarda soprattutto il Medio Oriente, ma il mondo non è diventato più sicuro.

Quello che prima si diceva alla nazione, e cioè le tesi dell’mpeccabilità dell’America, del suo ruolo esclusivo e prescelto, ora viene detto alla comunità internazionale. D’altronde, in che altro modo Barack Obama potrebbe far credere al mondo che fossero indispensabili le 7 guerre da lui cominciate in 7 anni della sua presidenza? Lo sottolinea il capo della delegazione del Consiglio della Federazione presso il Parlamento europeo, Andrej Klimov:

È una manifestazione di cinismo. Il numero delle operazioni di guerra condotte in territorio di Stati sovrani durante la presidenza del signor Obama equivale al numero degli anni del suo mandato di presidente. C’è da notare che prima gli USA partecipano alla distruzione della struttura degli Stati, alla creazione del caos, poi danno le armi a chiunque e dopo lottano contro le forze da loro armate. Insomma, creano una situazione assurda.

La discussione politica nell’ambito della 69° sessione dell’Assemblea generale dell’ONU continuerà fino al 1 ottobre. All’ONU interverranno più di 140 alti rappresentanti degli Stati e delle organizzazioni internazionali. Il ministro Lavrov, che guida la delegazione della Russia, parlerà il 27 settembre.

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