“Considero davvero grottesco il tentativo del presidente americano di ergersi come il paladino della lotta contro l’Isis. Ci sono prove documentate, fornite anche dal New York Yimes, che la CIA e il Pentagono hanno armato e addestrato forze estremiste islamiche prima per rovesciare Gheddafi e poi trasferendole in Siria per demolire il governo e il regime di Bashar al-Assad. Quello che è accaduto negli ultimi tre anni in Siria, distruzione e morte, è il risultato delle scelte americane, in primo luogo. Senza dimenticare che, nel maggio 2013 il senatore USA McCaine incontrava in Turchia colui che sarebbe divenuto il califfo dello Stato Islamico, il cosiddetto Al Baghdadi. E’ un tentativo propagandistico per perseguire la stessa politica. Visto che non sono riusciti a rovesciare il governo di Damasco, adesso ci riprovano fingendo di combattere l’Isis, ma sotto la condizione che, prima, Bashar al-Assad dovrà andarsene”. La Russia ha più volte detto di non essere d’accordo con le accuse che l’Occidente le rivolge. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che l’Aeronautica militare russa non attacca i civili, in quanto opera solo contro i terroristi ed esclusivamente nel quadro del diritto internazionale. Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha respinto le accuse per il bombardamento di un convoglio umanitario ad Aleppo, precisando che le accuse dei politici occidentali sono prive di fondamento. Dopo una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria la settimana scorsa, il rappresentante permanente della Russia, Vitalij Churkin, ha detto che Mosca d’ora in poi avverserà tutte le mosse unilaterali atte a porre fine ai combattimenti in Siria, in quanto gli Usa hanno fatto ricorso a «espedienti tattici» che hanno permesso ai terroristi di riorganizzarsi.

Da alcuni giorni ci si limita a dire che le bombe continuano a cadere e si fa a gara a chi spara la cifra di bambini morti più alta. Al di là dell’effettivo rilievo (i morti sono morti e c’è poco da ironizzare) è bene usare un po’ di buon senso per capire meglio. Limitiamoci all’area metropolitana di Aleppo, dove si sono concentrati gli allarmi di stragi civili più frequenti e prendiamo in considerazione 3 punti:

1) La guerra urbana (purtroppo) comporta un coinvolgimento inevitabile di civili. Prima dei bombardamenti l’esercito governativo, aveva chiesto alla popolazione di allontanarsi dalle zone abitate, per non provocare altre vittime È la guerra in sé ad essere orribile, non le sue conseguenze. Una guerra combattuta tra le case, per forza di cose ha impatti indesiderati ancora più drammatici. Il moralismo a corrente alternata serve a poco;
2) i miliziani del Free Syrian Army, di Jabhat Fateh al-Sham (ex Al Nusra) e di altre bande jihadiste filoturche che controllano i distretti orientali di Aleppo non sono più di 4-5000, a fronte di centinaia di migliaia di civili presenti nell’area occupata. La lentezza con cui le Forze Armate siriane hanno finora proceduto a ripulire la città è dettata principalmente dalla necessità di evitare spargimenti di sangue tra la popolazione sistematicamente tenuta in ostaggio come scudi umani dai miliziani. La popolarità del governo di Damasco, è cresciuta notevolmente nell’ultimo biennio, da quando cioè la jihad è stata monopolizzata da guerriglieri stranieri. Quella che viene presentata dai media come una guerra civile tra fazioni pro e contro Assad, è in realtà una guerra combattuta da uno Stato sovrano contro milizie eterodirette a cui si affiancano gli immancabili fiancheggiatori interni. Lo dimostra la parabola del Free Syrian Army, sbocco naturale per decine di migliaia di disertori nei primi mesi di guerra, poi fortemente ridotto come organico e come importanza man mano che le sorti della guerra cambiavano;
3) riguardo l’uso indiscriminato dei cosiddetti barili-bomba da parte delle forze lealiste, la rete è intasata di articoli tecnici che mettono in ridicolo il possibile uso da parte di una forza armata istituzionale di un ordigno simile. Non serve aggiungere altro.

Propaganda o cronaca poco importa. Della distorsione dell’informazione sulla guerra in Siria abbiamo già parlato abbondantemente. Il dato rilevante è che si continua a speculare sulla morte e sulla sofferenza di migliaia di persone. Questo fino a prova contraria, sembra l’unico dato oggettivo. [Se vuoi approfondire l’argomento, clicca qui: “Siria la verità sulle stragi di civili e sui barili bomba”, di Giampiero venturi].

Tratto da allaquerciadimamre.it

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