È un “crimine morale” attribuire ai raid russi la responsabilità di quanto accaduto al piccolo Omran, il bimbo di 5 anni di Aleppo, ripreso in un video mentre seduto su un’ambulanza, dopo essere stato estratto vivo dalle macerie di un palazzo colpito da un bombardamento ad Aleppo, guardava davanti a sè con occhi vitrei, il volto sporco di sangue, ricoperto dalla testa ai piedi di polvere.

Secondo quanto si apprende dal generale russo, Igor Konashenkov, portavoce del ministero dalla Difesa di Mosca, si tratta di un “uso cinico di alcuni media occidentali di questa tragedia”.Konashenkov sottolinea che i “residenti dei quartieri orientali di Aleppo, sono in realtà ostaggio dei miliziani”, che i raid russi non prendono mai come obiettivo i civili, e che in particolare il quartiere di “al-Qaterji è direttamente adiacente ai due corridoi umanitari aperti dai russi”.

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Inoltre “nel centro di Aleppo, gli ufficiali che monitorizzano la situazione per il Centro russo per la Riconciliazione a cadenza quotidiana nella zona devono registrare attacchi con razzi artigianali e artiglieria in tutte le strade e case, vicino ai passaggi umanitari” aggiunge il generale.Il video realizzato da Aleppo Media Center, postato su Youtube, è stato rilanciato su Twitter da un giornalista del Telegraph e in poche ore ritwittato quasi 10.000 volte, a ricordare l’orrore vissuto dalla popolazione di Aleppo, città divisa in due tra ribelli e governo e teatro di continui bombardamenti.

Il bambino è stato identificato come Omran Daqneesh, 5 anni, e sarebbe uno dei cinque bimbi feriti in un raid aereo messo a segno ieri. Un medico locale ha detto al Telegraph che Omran ha riportato una ferita alla testa, che è stata curata, ed è stato rimandato a casa. ASKANEWS

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