Come gli “analisti” catastrofisti del Brexit, che annunciarono la “fine del mondo” se avesse vinto, anche la vittoria di Donald Trump era stata dipinta come una tragedia che avrebbe dovuto distruggere i mercati e la finanza mondiale in poche ore, se non minuti.

Ebbene, tutto falso.

Niente panico sulle Borse europee, che sembra – appunto – stiano digerendo bene a poche ore dalla vittoria l’effetto Trump, quindi sta accadendo l’esatto contrario del previsto. Dopo un avvio estremamente nervoso e volatile, con indici in forte e calo e con Piazza Affari che ha visto 13 titoli del listino principale non fare prezzo in avvio, la situazione sembra essersi normalizzata anche se permane l’incertezza di fondo per le conseguenze del nuovo corso che prendera’ la politica economica americana, tra riduzioni delle tasse (che non si capisce davvero perchè dovrebbe avere un impatto negativo) e protezionismo contro la globalizzazione selvaggia, che ha causato decine di milioni di disoccupati, fame e miseria in tutto il mondo.

Le parole del neo eletto presidente Usa, che ha rassicurato di voler essere il presidente di tutti e ha detto di voler spingere sugli investimenti in infrastrutture e costruzioni, hanno contribuito a rasserenare gli animi. Vanno bene anche i titoli della difesa, con il mercato che si aspetta un aumento degli investimenti nel settore come annunciato in campagna elettorale e i farmaceutici, che erano stati penalizzati dalle intenzioni di Hillary Clinton di continuare con la sciagurata riforma denominata “Obama care” che invece Trump ha annunciato che abolirà.

L’iniziale reazione emotiva, quindi ‘sta rientrando – commenta Matteo Radaelli, equity analyst di Hammer Partners – perche’ gli investitori non hanno perso di vista che, mentre gli effetti piu’ temute delle politiche protezionistiche annunciate da Trump si vedranno nel lungo termine, nei giorni scorsi i sondaggi segnalavano che la vittoria di Trump sarebbe stata migliore nel breve per l’economia Usa visti i suoi annunci sulle misure fiscali e sugli investimenti’. E peccato che invece la Ue viaggi in direzione esattamente opposta a quella che imprimerà Trump all’America.

Cosi’ a meta’ giornata Londra e’ già tornata positiva, sostenuta dai titoli minerari come Fresnillo che balza del 9%, Antofagasta del 5,6% e Randgold del 7,75% grazie al balzo dell’oro risalito sopra i 1300 dollari l’oncia, con gli investitori che comunque preferiscono i beni rifugio. Parigi e’ in calo dello 0,8%, Francoforte dello 0,54% e Madrid dell’1,6%, certamente nulla di trascendentale.

A livello settoriale perdono terreno le auto (-2%) e le banche (-1,35%). A Piazza Affari il Ftse Mib lascia sul terreno l’1,34%, con il titolo peggiore che al momento e’ Brembo (-3%) seguito da Fca (-2,8%). Male tutti i bancari con Intesa Sanpaolo che cede il 3% mentre Mps che non aveva fatto prezzo in avvio con un calo teorico del 25% ed era entrata in flessione del 9% cede ora il 2,6%. Penalizzate anche le societa’ del lusso che esportano negli Usa come Yoox-Net-a-Porter (-2,8%) e Luxottica (-1,6%).

In controtendenza le societa’ di costruzioni come Buzzi Unicem (+4,16%) il linea col comparto, Leonardo Finmeccanica (+3,62%) che potrebbe essere tra le beneficiarie di un aumento degli investimenti nella difesa negli Usa, Tenaris (+3,33%) e Recordati (+3,3%) con tutti i farmaceutici. Sul mercato valutario limita le perdite il dollaro con l’euro tornato a 1,1067 dopo aver sfiorato 1,13 nella notte, mentre il dollaro/yen e’ a 103,34. Quindi nessuna tempesta valutaria ina tto e tanto meno all’orizzonte. In rosso ma sopra i minimi anche il petrolio con il Brent che cede lo 0,3% a 45,88 dollari al barile e il Wti in flessione dello 0,38% a 44,81 dollari al barile.

Morale della favola: Trump fa bene all’economia ancor prima d’aver inziato a fare qualsiasi cosa. E’ bastato vincere, per imprimere una svolta già a poche ore dallo storico successo che lo ha portato alla Casa Bianca.

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