Il nuovo sondaggio di Euromedia registra un costante aumento dei “No” al referendum sulla riforma (53%) con un vantaggio sui “Sì” che diventa sempre più netto (47%). Rispetto alla scorsa rilevazione (“No” al 52,4%, “Sì” al 47,6%) datata 30 settembre, i “No” crescono dello 0,6%.

Ogni sondaggio conferma il vantaggio dei No

«In sostanza – dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia – per tutti gli istituti di rilevazione, il “No” è nettamente in vantaggio nonostante l’invasione mediatica di Renzi. Ogni sondaggio diventa un incubo per il premier. Da non sottovalutare infatti anche un altro dato che emerge dalla pubblicazione a cura di Euromedia Research: la fiducia nel premier crolla inesorabilmente. Raggiunge quota 26,4% (la metà rispetto a giugno-luglio 2014 a seguito delle elezioni europee) il minimo storico da quando Matteo Renzi è salito alla presidenza del Consiglio. Il 4 dicembre – conclude Brunetta – vincerà il “No”, i cittadini non credono più agli imbrogli del premier mai eletto».

«La vera instabilità la genera il Sì, se al voto con l’Italicum vincerà il Movimento 5 Stelle», ha detto a sua volta Stefano Parisi. «Al Paese servono un governo più stabile e un vero federalismo, non misure centraliste. Il nostro è un No riformista». «Non si può presentare una riforma evocando da un lato l’arrivo della età dell’oro, se si vota Sì, e dall’altro l’arrivo dell’apocalisse, se si vota No». Questa la convinzione del professor Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale. Per Luigi Di Maio, del M5S, «la riforma costituzionale di Renzi è una truffa, un costo e un’altra occasione sprecata».

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