(ANSAmed) – MADRID, 4 SET – Fa discutere in Spagna l’apertura al divieto di indossare il burka – e tutti i veli integrali che nascondono il volto – negli spazi pubblici, annunciata dal ministro dell’interno, Jorge Fernandez Diaz. La misura, secondo quanto anticipato ai media dall’esponente del governo del PP, potrebbe essere introdotta nella Legge di sicurezza cittadina, il cui iter di approvazione è già in corso al Parlamento. “Abbiamo al Congresso il progetto di legge di sicurezza cittadina, forse è un buon momento perché la questione” del divieto del burka “possa ottenere un livello di consenso”, ha dichiarato il ministro. Il velo integrale, secondo Fernandez Diaz, “attenta alla dignità delle donne” e rappresenta un problema “dal punto di vista della sicurezza, nella misura in cui che rende difficile l’identificazione di una persona, eventuale autrice di reati”. La legge di sicurezza cittadina, che ha suscitato le critiche da parte dei partiti dell’opposizione, già contempla sanzioni amministrative per le persone che partecipano con il volto coperto alle manifestazioni, indossando caschi, fazzoletti o passamontagna, in modo da ostacolare l’identificazione. “Ciò non significa che sia necessario” regolare il divieto del burka, ha rilevato il ministro. Ma ha insistito che la nuova normativa “può essere un’opportunità” per farlo. Sulla stessa linea si è pronunciato Ramon Espadaler, ‘conseller’ degli interni del governo della Catalogna, che ha approvato ieri la prima bozza della nuova legge regionale di protezione dello spazio pubblico. La normativa, che regola dalla vendita ambulante alla prostituzione in strada, alle manifestazioni, non contemplerà un divieto esplicito di indossare il burka nei luoghi pubblici. “Sarà vietato occultare l’identità in manifestazioni e non si potrà ostacolare il lavoro della polizia catalana nell’identificazione dei dimostranti”, ha spiegato Espadaler. “Ma la limitazione a indossare il velo integrale non riguarderà le strade, solo in maniera puntuale alcuni luoghi pubblici, per motivi di sicurezza. La Generalitat – ha aggiunto – non è competente a regolare un tema che tocca un diritto fondamentale. Nemmeno volendo potremmo proibire l’uso del burka in strada”, Oltre a riaprire il dibattito sociale, l’iniziativa del governo centrale ha suscitato le reazioni delle associazioni islamiche in Spagna. Secondo il responsabile della Commissione Islamica della Spagna (Cie) e presidente dell’Unione delle Comunità islamiche (Ucide), Riary Tatari, “non è necessario” regolare la proibizione e “creare un precedente in Spagna rispetto a un fenomeno non tanto esteso”, dal momento che “la maggior parte delle donne che indossano il velo integrale viene dall’estero in visita e non è residente”. Tatary ricorda che il burka non è un indumento islamico, ma locale, utilizzato da una determinata tribù dell’Afganistan, e sottolinea che “è necessario differenziare fra i costumi e la religione”. “Il precetto religioso – assicura – prevede di coprirsi il capo, non di indossare vesti che coprono l’intero corpo”. Anche secondo l’esponente delle comunità islamiche il burka “attenta alla dignità delle donne”, ma più dei divieti “è una questione di dialogo”. E ricorda che la legge già prevede che le donne abbiano il capo scoperto nella fotografia sul documento d’identità. Da parte sua, il presidente dell’associazione Europa Laica, Francisco Delgado, ha sostenuto che l’uso del velo integrale “è indifendibile in ambiti come quello educativo o sanitario, perché sono spazi dove è necessario vedere e conoscere il volto, per lavorare, per l’assistenza o il contatto con il pubblico”.

Tuttavia, anche secondo Delgado, si tratta di un fenomeno “che non è preoccupante, perché è molto limitato in Spagna”. Che, tuttavia, viene rifiutato da parte della popolazione: il 90% è a favore del divieto negli spazi pubblici, secondo i sondaggi on line di varie testate, fra le quali l’Huffington Post. (ANSA)

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