Il vento cambia in fretta in questo mondo, per forza di cose anche in Italia. Morto Castro, era ora, andrà avanti il fratello Raul che, se non altro, è meno ingombrante. Il colpo di coda del comunismo è solo rinviato, di poco si spera.

Dalle nostre parti invece Silvio Berlusconi cerca di risorgere pur avendo ottanta anni. Buona fortuna. Forza Italia ha bruciato tutti gli aspiranti successori del Cavaliere cosicché il Cavaliere stesso si sente investito della missione di continuare a fare il leader.

Impresa titanica, quella che il vecchio fondatore si accinge a compiere. Quando un uomo va su con l’ età smette di sognare ma continua a illudersi. Parlo per esperienza.

Intanto Matteo Salvini si lustra le medaglie. È lui l’ unico in Italia che interpreta i mutamenti politici in atto in Europa e non solo. Ha vinto le primarie di Libero, un segnale piccolo ma significativo. Con la sua socia attiva nel centro sud, Giorgia Meloni, punta a creare un blocco di destra che possa negoziare con Beppe Grillo per costituire una alternativa al piano Renzi-Berlusconi nel caso in cui i No al referendum prevalessero sui Sì.

Tutta questa roba comunque è in divenire e appartiene al campo delle ipotesi. Un dato è sicuro. Tra una settimana capiremo dove andremo a finire. Per ora accontentiamoci di dare una occhiata alla sfera magica. La destra attualmente è un magma, ma la sinistra non sta meglio, come si evince dalle sue reazioni alla scomparsa del despota sanguinario di Cuba.

Molti ex comunisti che si erano mimetizzati nel Pd hanno rivelato, lacrimando assai e lodando il defunto, di non essere affatto ex nei loro cuori feriti dal cordoglio. Vedono Castro con lo stesso incanto con cui i cattolici vedono la Madonna.

La biografia del dittatore viene rammentata con toni nostalgici, si sorvola sulle malefatte e si insiste a menare il turibolo sul grande condottiero che sconfisse Batista. Il che conferma che i comunisti odiano i regimi autoritari di destra ma amano quelli di sinistra. Quindi non sono democratici, ma partigiani. Si distinguono per falsità.

Non pochi di essi sono nemici di Renzi temendo che diventi il famoso uomo solo al comando, poi però non si trattengono dall’ esaltare la personalità tirannica di Fidel, il loro mito. Con queste idee nella testa non andranno da nessuna parte.

Un atteggiamento e un comportamento quello dei marxisti mai pentiti che ci fanno capire perché il nostro Paese pur avendo cancellato il Pci dalla mappa dei partiti ha conservato tenacemente una mentalità anti capitalista, anti imprenditoriale, ostile all’ iniziativa privata e favorevole allo strangolamento fiscale dei lavoratori autonomi.

In termini terra terra, il comunismo è andato a ramengo, ma i comunisti in maschera sono vivi e vegeti. Costoro dovranno rassegnarsi presto a nascondersi nelle catacombe, perché anche dalle nostre parti il vento cui accennavamo all’ inizio sarà violento. Il trionfo di Trump ha segnato una svolta. La Brexit non è da sottovalutare. L’ Austria e l’ Ungheria pendono a destra e la Francia non ne può più dei socialisti.

I prossimi giorni ne vedremo delle belle. E anche qui, nella penisola, si avverte la voglia di stravolgimenti. Salvini e la Meloni lo hanno intuito e se si associano anche solo tatticamente a Grillo sarà un castigo di Dio per i partiti tradizionali, che hanno il torto di essere ciechi e di non percepire la rabbia della base.

Condannano il populismo e disprezzano il popolo e non si rendono conto che in cabina elettorale vota la gente e che i fighetti saranno ridotti a minoranza irrilevante. Da castigare.

Fonte: Qui

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