Intervista tratta da intelligonews.it

Promuove Salvini, boccia la destra Italiana e critica le prese di posizioni “di facciata
” su Putin. Questo il pensiero di 
Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, intervistato da Intelligonews.

Putin escluso dal G8, ma invitato per il D-Day con i leader europei in fila per incontrarlo.

«La Russia è un partner fondamentale e strategico per l’Europa e non solo. Ormai solo l’Inghilterra può immaginarsi come unico partner degli Stati Uniti, anche la Germania non guarda più da quella parte, nessuno guarda più da quella parte. Purtroppo in Europa non esiste un’entità in grado di muoversi autonomamente e ci ritroviamo con queste prese di posizioni di facciata, mentre tutti sanno che Putin è fondamentale. Le posizioni più sagge su Putin le hanno prese la Le Pen e Salvini che hanno detto che non si può fare a meno della Russia e bisogna guardare a est e non a ovest».

Fini oggi ha detto che tornerà in politica per “allenare la destra”. Cosa ne pensa?

«Considerando la politica italiana non mi stupirebbe un suo rientro. L’appeal che possa avere Fini sull’elettorato di destra è pari a zero. L’elettorato di destra ha trovato la sua collocazione nella Lega e in Fratelli d’Italia e penso che non ci siano spazi per attrarre qualcos’altro, magari lui crede che ci sia uno spazio politico da rubare a Berlusconi, ma ce ne sono diversi in fila ad aspettare che passi il cadavere, dovrebbe fare la fila. E’ un treno che Fini ha perso tempo fa».

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Meloni-Salvini, quindi sono il futuro della destra italiana?

«Tutti provano ad attirare Salvini, da Alfano a Berlusconi, c’è un tentativo di volersi accaparrare l’uomo del momento che ha rimesso in pista un partito in disfacimento e ha indovinato la campagna elettorale. E’ lui l’uomo che ha vinto le elezioni. L’alleanza con la Meloni non so quanto sia fattibile perché parte da un presupposto sbagliato: ripartire da Fiuggi. Così Fdi dimostra di non aver capito la formula che ha portato alla vittoria della Le Pen: essere fuori completamente dall’arco costituzionale. E’ l’ostracismo verso il fronte nazionale che in Francia lo ha portato alla vittoria, non cercare le amicizie o fare le grandi coalizioni. Da questo punto di vista Fdi è ancora ondivaga».

Come giudica la strana coppia Grillo – Farage?

«E’ una coppia fatta bene perché, come ha detto Borghezio, Farage rappresenta la city di Londra, gli interessi finanziari ultraliberisti spolverati di un anti islamismo come scontro di civiltà. Stiamo parlando del peggio del peggio. Questa mossa ci fa capire chi mette un po’ di soldini dentro il M5S. Oppure Grillo è veramente così in malafede da non capire che Farage non rappresenta gli interessi europei, lui è eurofobo e segue un’ottica diversa dalla Le Pen».

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