Nel filmato, intitolato “Un secondo messaggio all’America”, il giornalista statunitense appare con indosso una tuta arancione. Sullo sfondo c’è un panorama desertico. Il 19 agosto lo Stato Islamico aveva diffuso un altro video in cui si annunciava l’uccisione di James Foley. Secondo fonti delle intelligence occidentali, il reporter potrebbe essere stato ucciso subito dopo Foley.

La decapitazione del reporter americano Steven Sotloff viene mostrata in un video diffuso dai jihadisti dell’Isis: 2 minuti e 46 secondi in cui un boia dopo un lungo discorso contro gli Stati Uniti taglia la gola al giornalista, prima di minacciare di morte anche un altro ostaggio, l’inglese David Cawthorne Haines che appare nel filmato. Nel video – dal titolo “Un secondo messaggio all’America” – il 31enne Steven Sotloff appare con indosso una tuta arancione. Sullo sfondo – secondo la stampa americana – c’è un panorama siriano. Il boia, dal forte accento inglese, che avrebbe decapitato il giornalista sarebbe lo stesso responsabile della morte di James Foleyche i media britannici hanno soprannominato Jihadi John. Nel filmato, prima della brutale uccisione di Sotloff, il boia si rivolge alla telecamera dicendo: “Obama, sono tornato”. E ancora: “Vattene dall’Iraq“. “Sono tornato Obama e sono tornato per la tua arrogante politica estera contro” l’Isis. ”Pago il prezzo” per la decisione dell’amministrazione Obama di attaccare obiettivi dell’Isis in Iraq, queste invece le parole di Sotloff.

Lo scorso 19 agosto i jihadisti dell’Isil avevano diffuso un altro video, intitolato “Messaggio all’America”, in cui mostravano la decapitazione del giornalista Usa James Foley. Gli estremisti definivano l’esecuzione una risposta ai recenti attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti in Iraq e, al termine di quel video, mostravano il reporter Steven Sotloff minacciando che avrebbero ucciso anche lui nel caso in cui Washington non avrebbe accolto le loro richieste. Sotloff è stato rapito al confine tra Siria e Turchia ad agosto del 2013 mentre lavorava come freelance per TimeNational Interest e MediaLine. Secondo fonti dell’intelligence occidentale, è possibile che il giornalista statunitense sia stato decapitato lo stesso giorno di Foley e che i jihadisti abbiano deciso di dist

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La decapitazione di Steven Sotloff è “un occasione per avvertire i governi che entrano in questa malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace”. Così il boia chiude la sua tirata anti-Usa. La trascrizione del video è stata diffusa dal SITE stesso. Inizialmente parla Sotloff: “Sono Steven Joel Sotloff. Sono sicuro che a questo punto sapete esattamente chi sono e perché appaio davanti a voi. E ora ecco il mio messaggio. Obama, la tua politica estera di intervento in Iraq avrebbe dovuto servire a tutelare vite e interessi americani, così perché adesso io pago il prezzo della tua interferenza con la mia vita? Non sono un cittadino americano? Hai speso miliardi di dollari dei contribuenti e abbiamo perso migliaia di uomini in combattimenti precedenti contro lo Stato Islamico, qual è dunque l’interesse del popolo a riaccendere questa guerra?”.

Sotloff prosegue: “Per il poco che so di politica estera ricordo il tempo in cui non potevi vincere un’elezione senza promettere di riportare le truppe indietro da Iraq e Afghanistan e di chiudereGuantanamo. E ora siamo qui, verso la fine del tuo mandato: non hai raggiunto nessuno di questi obiettivi e stai ingannevolmente conducendo il popolo americano verso il fuoco”. La parola, quindi, passa al boia: “Sono tornato, Obama, e sono tornato a causa della tua arrogante politica estera verso lo Stato Islamico, a causa della tua insistenza a bombardare e (non chiaro) sulla diga di Mosul nonostante i nostri avvertimenti. Tu, Obama, hai guadagnato dalle tue azioni solo un altro cittadino americano. Fintanto che i tuoi missili continueranno a colpire il nostro popolo, i nostri coltelli continueranno a colpire il collo del tuo popolo”. Infine l’avvertimento agli alleati dell’America: “Prendiamo questa opportunità per avvertire i governi che entrano nella malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace”.

Dopo la decapitazione, il video si chiude con l’inquietante immagine del giornalista inglese David Cawthorne Haines, mostrato in ginocchio, con la stessa tuta arancione di Sotloff e Foley, un riferimento ai detenuti di Guantanamo. Il Wall Street Journal riporta la testimonianza di una fonte dell’amministrazione Usa secondo cui anche l’ostaggio britannico sarebbe già stato ucciso lo stesso giorno dei due colleghi. Riferendosi probabilmente alla Gran Bretagna, il boia avverte: “Ai governi alleati che entrano in questa alleanza malvagia con gli Usa dico, andatevene e lasciate in pace il nostro popolo”.

La Casa Bianca ha subito detto che valuterà l’autenticità del filmato, aggiungendo però che “le nostre preghiere e i nostri pensieri sono con la famiglia. Gli Usa hanno dedicato tempo e risorse al salvataggio di Sotloff”, ha detto il portavoce Josh Earnest. Mentre il Dipartimento di Stato Usa lo ha definito “un atto terrificante”. Stessa reazione da parte del premier britannico, David Cameron: “E’ disgustoso e spregevole”.

Lo scorso 28 agosto la madre del reporter, Shirley Sotloff, aveva lanciato un appello video per la sua liberazione in cui si rivolgeva direttamente al leader dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, dicendo che il figlio non doveva pagare per le azioni del governo Usa e che, in quanto giornalista, lui si interessava ai deboli e agli oppressi. “Tu, il califfo, puoi garantire l’amnistia. Ti chiedo per favore di rilasciare mio figlio, di usare la tua autorità per risparmiare la sua vita”, diceva la donna nel video. Adesso, “i familiari sanno del video e sono in lutto”, ha detto un portavoce.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

anziare la pubblicazione dei due video.

 

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