Che cos’è l’ottimismo? “E’ la smania di sostenere che tutto va bene quando si sta male”, rispondeva il Candido di Voltaire. Politici, economisti, banchieri e istituti di ricerca, sono da anni in preda a un ottimismo cronico: la fine della crisi viene annunciata praticamente dall’anno successivo alla sua esplosione.

Poi, un po’ come succede per l’Apocalisse in certi culti religiosi, la data della fine della crisi economica (o quanto meno dell’inizio della ripresa) è stata spostata di anno in anno.

Ieri Confcommercio (evidentemente immune dal male dell’ottimismo) ha spiegato che per tornare ai livelli pre-crisi, dal punto di vista dei consumi,occorreranno 11 anni.

Oggi, altra bomba atomica per gli infetti dal virus dell’ottimismo: il PIL del Sud Italia è calato di quattro punti percentuali. -4%. Una mazzata colossale.

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Ansa sbriga la faccenda con tre righe:

Nel 2013 la caduta del Pil non è stata uguale dappertutto, risultando “molto più accentuata” nel Mezzogiorno. Lo rileva l’Istat nelle stime per area territoriale. A fronte di un calo nazionale dell’1,9%, come già noto, il Sud ha fatto registrare una riduzione del Pil in volume del 4%, doppia rispetto al dato complessivo.

Tre giorni fa, i dati della disoccupazione su scala nazionale (13,6% totale, 46% giovanile) hanno sbattuto in faccia la realtà agli ottimisti:

La situazione più drammatica resta nel Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione vola al 21,7% e tra i giovani arriva al 60,9%: in particolare tra i 15 e i 24 anni sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro (il 14,5% della popolazione in questa fascia d’età).

Questi sono i risultati di anni di ottimismo e di speranza. E adesso vogliono farci credere che il Pil tornerà negativo nel 2014, dopo che (naturalmente) è sceso del -05% su base annua nel primo trimestre di quest’anno.

Non sarà il caso di diventare un pelo disfattisti (oggi viene chiamato così chi descrive la realtà con fatti e numeri), prima di morire d’ottimismo?

Fonte: newspedia.it

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