Il G20 è cominciato l’altro ieri in Cina: tanti gli argomenti sul tavolo delle discussioni, ma questi summit sembrano non avere alcun impatto sulla vita reale

La stampa internazionale ha puntato gli occhi su Hangzhou, dove si sta tenendo il G20che chiama a raccolta i governanti dei Paesi più industrializzati al mondo. I temi che gli uomini politici più influenti sul pianeta si trovano ad affrontare durante questi incontri sonomolteplici e alla fine di tali incontri vengono stilati dei rapporti sulla cui utilità le persone comuni si interrogano con sempre maggiore frequenza.

Nei comunicati emessi al termine dei summit internazionali – e molto probabilmente il G20 ora in atto non farà differenza – vengono affrontate numerose tematiche: per quanto gli uomini chiamati a discuterne possano essere competenti, esperti ed informati, appare davvero difficile che riescano a fornire in appena due giorni delle soluzioni efficaci e soprattutto definitive a problemi spinosi e complessi che meriterebbero certo un maggiore approfondimento.

E infatti raramente i documenti frutto di questi summit hanno avuto un impatto decisivosulla vita reale: si discute ancora di lotta al terrorismo, lungi dall’essere vinta e affrontata finora con un’unica arma, l’incremento dei controlli (che tuttavia non ha impedito nuove stragi, ad esempio quella dello scorso luglio a Nizza). I flussi di migranti sono un altro tema scottante, al quale però non si è trovata una risposta che non sia l’innalzamento dimuri e frontiere o la suddivisione in quote numeriche dei migranti che sbarcano nei vari territori, facendo a gara per accoglierne il meno possibile.

Ma forse il vero simbolo del fallimento di questi summit è il tema dell’inquinamento e deicambiamenti climatici: fra protocolli, proposte, indicazioni e limiti di emissioni (sempre troppo generosi) da rispettare, allo stato attuale delle cose ancora non si è giunti ad unasoluzione. Nella giornata di ieri, ad ogni modo, è stato strombazzato il raggiungimento di un accordo da parte di Stati Uniti e Cina per una riduzione delle emissioni nell’atmosfera, un patto che è già stato definito “storico”. Sarà finalmente la volta buona per la salvaguardia dell’ambiente?

Fonte: BreakNotizie

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