La Corea del Nord sostiene di aver il potenziale per attaccare e distruggere la linea difensiva del nemico sfruttando gli impulsi elettromagnetici generati dall’esplosione di una bomba nucleare ad alta quota.

In precedenza nei media si era discusso della progettazione dei propulsori dei missili nordcoreani.

Al momento non si sa se la Corea del Nord disponga davvero delle tecnologie per sfondare le difese del nemico e distruggere la rete delle infrastrutture urbane tramite gli impulsi elettromagnetici generati da un’esplosione nucleare ad alta quota, come sostenuto da Pyongyang. Ma secondo gli esperti, è molto probabile che la Corea del Nord abbia ricevuto queste tecnologie dalla Russia, nonostante Mosca continui a non riconoscere che la Corea del Nord abbia missili balistici intercontinentali che possano essere armati con bombe atomiche o all’idrogeno per creare un impulso elettromagnetico simile, si afferma in un articolo del giornale giapponese Sankei Shimbun.

Si sospetta anche che Pyongyang abbia ricevuto tecnologie militari tramite perdite di dati dai Paesi dell’ex Unione Sovietica, in cui nel corso del secolo scorso si svolgevano attivamente ricerche per nuove armi segrete, si legge nell’articolo.

In particolare, di recente ha suscitato grande clamore la notizia diffusa nei media, secondo cui i propulsori dei missili balistici intercontinentali potrebbero essere arrivati a Pyongyang dai Paesi dell’ex Urss.

Sembra che i loro “stretti legami” con il regime nordcoreano saranno nuovamente al centro dell’attenzione, si osserva nell’articolo.

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Sospetti su possibili perdite di tecnologia militare dai Paesi dell’ex blocco sovietico erano emersi già lo scorso agosto, quando era stato segnalato che alcuni propulsori missilistici prodotti in Ucraina erano finiti a Pyongyang che a sua volta li avrebbe presi a modello per creare motori di propria fabbricazione per i missili balistici intercontinentali, ricorda l’autore dell’articolo.

Dopo la pubblicazione di queste notizie sconvolgenti, “la Russia e l’Ucraina si sono incolpate a vicenda” per la fornitura di questi propulsori in Corea del Nord, tuttavia la maggior parte degli esperti ritiene che il principale colpevole di questa situazione sia stato il “caos economico” emerso dopo il crollo dell’Urss, quando molti tecnici e ingegneri rimasti senza stipendio hanno iniziato a trasferirsi all’estero.

Allo stesso tempo Mosca è abbastanza scettica sul reale possesso della Corea del Nord della bomba all’idrogeno capace di creare un impulso elettromagnetico, si afferma nell’articolo. Allo stesso tempo la Russia non riconosce che Pyongyang disponga attualmente di missili balistici intercontinentali con testate nucleari all’idrogeno. Pertanto i media russi non prestano attenzione al problema della tecnologia militare basata sugli impulsi elettromagnetici della Corea del Nord, osserva Sankei Shimbun.

Inoltre non si sa per certo se Pyongyang abbia effettivamente queste tecnologie.

Ma anche se si scoprisse che le tecnologie militari sfruttate dalla Corea del Nord siano davvero arrivate dalla Russia, molto probabilmente il Cremlino dichiarerà che è avvenuto prima che Putin sia salito al potere, dal momento che una volta alla guida dello Stato ha notevolmente rafforzato i controlli.

Fonte: it.sputniknews.com

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