Il primo ministro britannico Theresa May chiederà a Bruxelles il trasferimento di 9 miliardi di sterline (oltre 10 miliardi di euro) di depositi e asset britannici nella Banca Europea per gli Investimenti dopo l’avvio della procedura per la Brexit, scrive il Sunday Times.

Secondo alti funzionari del governo britannico, la richiesta verrà sollevata dopo l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona sull’uscita dall’Unione Europea.

A Londra sono convinti che l’Unione Europea sia obbligata a restituire le quote britanniche nei fondi della Banca Europea per gli Investimenti. Si specifica che Londra ha una quota del 16% nel capitale della banca, corrispondente a 10 miliardi di euro.

La corrispondente consulenza legale è stata fatta dall’avvocato Martin Howe e inoltrata al Dipartimento per l’uscita dall’Unione Europea (DExEU).

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In precedenza l’avvocatura di Stato britannica aveva concluso che il Regno Unito ha motivazioni legali valide per non pagare all’Unione Europea 60 miliardi di euro derivanti da accordi precedentemente sottoscritti dopo aver lasciato la comunità europea.

Come riportato dal canale televisivo britannico Sky News con riferimento a delle fonti, la Camera dei Lord del Parlamento britannico entro la mezzanotte di lunedì 13 marzo può approvare il disegno di legge sulla Brexit senza emendamenti, permettendo così al governo di avviare immediatamente il processo di uscita dalla UE.

Il primo ministro britannico Theresa May dovrebbe intervenire martedì 14 marzo alla Camera dei Comuni del Parlamento con una relazione sul vertice di questa settimana con i leader europei a Bruxelles. Il premier potrebbe sfruttare questo discorso come un’opportunità per annunciare l’avvio della Brexit.

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