“Accusare hacker russi di alcune azioni non è la stessa cosa che accusare la leadership russa o il governo russo. Dichiarazioni per cui la Russia è dietro le azioni di alcuni hacker sono anche assurde perché la Russia è una nazione”.Vladimir Putin attraverso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov fa sapere che le parole della candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton sul coinvolgimento di Mosca nella violazione dei server del Comitato del partito democratico sono folli. Peskov ha liquidato le parole della candidata come“parte della retorica della campagna elettorale“. Mentre solo ieri il suo consigliere per internet German Klimenko aveva chiuso la polemica con una battuta: “Forse qualcuno in America aveva semplicemente dimenticato di mettere una password per l’accesso”.

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“Non c’è nulla di concreto nelle sue accuse che sono piuttosto dichiarazioni frutto dell’emotività” ha aggiunto, sottolineando che le agenzie russe non sono coinvolte in azioni di cyber-terrorismo ma che, anzi, hanno “ripetutamente sottolineato la necessità della cooperazione internazionale, incluso con i nostri partner americani, nel contrastare tali pericolose manifestazioni”, ha concluso Peskov. “Non c’è stato tuttavia alcun segno di una volontà a cooperare e collaborare”.

Le accuse rivolte a Mosca sono un insulto e anche inappropriate per una campagna elettorale, ha denunciato invece il ministero degli Esteri russo, precisando che da parte degli Stati Uniti non c’è stata alcuna protesta formale, attraverso nessun canale.

Fonte: Qui

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