Il titolo dell’ultimo articolo* dello “Wall Street Journal” sull’Italia è “La UE dice all’Italia di adottare più misure di austerità”. È un vecchio stupido rimedio. Se colpisci il carburatore con un martello e non si sistema – colpiscilo di più e più forte. L’Italia è il carburatore della Troika e l’austerità è il martello.

 

La risposta della Troika al successo elettorale di Renzi: schiacciarlo

Il contesto generale dell’ultimo atto di depravazione della Troika è particolarmente interessante. La Troika consiste nella Commissione Europea, il FMI, e la BCE. L’insistenza della Troika nell’infliggere austerità alla periferia non ha semplicemente causato una seconda gratuita recessione in gran parte della UE, ma una seconda Grande Depressione in Italia, Spagna e Grecia. Un terzo della popolazione dell’eurozona – 100 milioni di persone – è stata portata nella Grande Depressione a causa della lunga falsificazione dei dogmi economici fatta dalla Troika.

La scorsa settimana, la Troika ha subito il suo ultimo imbarazzo, un incubo politico nelle elezioni del parlamento europeo. La maggior parte della pubblicità si è concentrata sulla crescita dell’estrema destra. Come ho spiegato in un recente articolo, tuttavia, la sinistra radicale ha avuto dei risultati impressionanti in Spagna ed è stata la principale destinataria del voto in Grecia.

Il partito conservatore della Spagna ha fatto male alle elezioni, ma il primo ministro Rajoy ha ottenuto gli elogi della Troika. I suoi famosi piani di “stimoli”, che sono semplicemente austerità con un altro nome, sono esattamente quello che la Troika ama.

Il partito di centro del primo ministro italiano Matteo Renzi, al contrario, è stato il primo partito nelle elezioni per il Parlamento europeo. Renzi è così popolare perché ha respinto le richieste di austerità della Troika. Naturalmente, la Commissione Europea ha deciso che la nazione che deve martellare con l’austerità è l’Italia.

“L’Italia è la quarta economia europea per grandezza [evidentemente si conta anche il Regno Unito n.d.t.] ed è tenuta sotto una pressione particolarmente pesante da Bruxelles affinché metta le finanze governative in ordine e adotti delle “riforme strutturali” che la UE crede aiuteranno a rafforzare il tasso di crescita anemico dell’economia del paese. La sfida più difficile del signor Renzi può essere quella di sopportare una regola della UE che richiede che il governo cominci a ridurre il suo debito, ora sopra il 130% del prodotto interno lordo, in un momento in cui la disoccupazione si aggira a livelli record”.

La follia di Olli

Si, la risposta della Troika ad una domanda fortemente inadeguata in Italia che ha causato un livello di disoccupazione vicino a quello della Grande Depressione è quella di fare una “pressione particolarmente pesante” su Renzi per forzarlo ad infliggere austerità e così facendo rendere la domanda ancora più inadeguata. Questo è significativamente folle, ma la Troika ha tirato fuori il suo principale apologeta per l’austerità, Olli Rehn, per spiegare la sua logica.

“Dato il livello di debito pubblico molto elevato dell’Italia, è importante mantenere un ritmo costante di consolidamento fiscale, ha detto in conferenza stampa Olli Rehn commissario economico della UE.

“Se l’Italia dovesse entrare in recessione, le nostre regole fiscali permetterebbero un automatico riesame dei requisiti” ha aggiunto il signor Rehn.

Come detto in diversi articoli, Rehn ha ammesso che le richieste di austerità fatte dalla Troika alla Spagna ne avrebbero paralizzato la crescita tanto che ci sarebbe voluta una decade – 2024 – per uscire dalla fase di “crisi” – sedici anni dall’inizio della crisi. E per raggiungere la piena occupazione sarebbero serviti molti anni oltre il 2024.

Con queste premesse possiamo ora valutare il “ritmo” logico di Rehn per infliggere l’austerità all’Italia. La teoria del “ritmo” di Olli è nuova (ma anche una vecchia variante per evitare la gravidanza). Non ha senso cercare di indovinare cosa intenda con i termini perché Rhen non li conosce, non più di quanto nulla sapesse della finzione della “fata della fiducia” che ha usato per il culto. Se la Troika volesse ridurre il debito dell’Italia dovrebbe porre fine all’austerità ed incrementare notevolmente il tasso di crescita dell’Italia – come ammette anche il FMI.

Ma è la frase successiva di Rehn che rivela quanto sia folle la Troika. Si suppone che gli italiani debbano sentirsi rassicurati dal fatto che “se l’Italia dovesse cadere in una (terza) recessione, le nostre regole fiscali permetteranno un automatico riesame dei requisiti”. Si suppone che questo rassicuri gli italiani. Torniamo indietro a rivedere la situazione italiana, come si sono definite le recessioni e la coerenza logica interna di Rehn.

Primo, il tasso di disoccupazione in Italia è catastrofico.

“L’agenzia nazionale di statistica, ISTAT, dice che il tasso di disoccupazione salirà fino al 12,7% nel 2014. Questo mentre la UE prevede un tasso di disoccupazione in Italia al 12,8% nel 2014, che è dello 0,2% maggiore comparato di febbraio, ed è il più alto di tutti i tempi. Alcuni economisti ritengono che la situazione sarebbe anche molto peggiore. I giovani italiani sono tra quelli che stanno sopportando il peso della mancanza di investimenti ed i tagli alla spesa corrente. Più di quattro su dieci di età tra i 15 ed i 24 anni sono senza lavoro”.

La disoccupazione giovanile è così alta che la norma per i laureati italiani è quella di emigrare. L’Italia sta esportando il suo futuro.

La recessione ha una definizione tecnica che non “traccia” come gli esseri umani normali usano il termine. Se il PIL crolla per due trimestri consecutivi, per le statistiche ufficiali, comincia una recessione. Non appena il PIL cresce nel corso di un trimestre, la recessione è ufficialmente finita. La disoccupazione può essere ai livelli della Grande Depressione ed il tasso di crescita del PIL così debole che la disoccupazione aumenta – ma la recessione è ufficialmente finita. Il PIL potrebbe diminuire del 2% nel primo trimestre, salire dello 0,2% nel secondo trimestre, diminuire del 2,5% nel terzo trimestre e salire di 0,1% nel quarto. Al netto il PIL diminuirebbe del 4,2%, ma l’economia non sarebbe mai in recessione. Una versione più mite di questo sta accadendo in Italia.

“Il PIL italiano è sceso dello 0,1% nel primo quarto del 2014, facendo precipitare le speranze di crescita dello 0,2%.

Questo è uno sviluppo allarmante. L’Italia era riuscita ad artigliare una via per uscire dalla recessione tre mesi fa.

I dati odierni significano una contrazione dello 0,5% rispetto all’anno scorso. Per tutti quelli che parlano delle ripresa europea, l’Italia è ancora nei pasticci”.

La rassicurazione di Rehn che la Troika “riconsidererà” quanto questi ulteriori danni all’economia italiana, attraverso ulteriori richieste di austerità, dovessero portarla in una Grande depressione, come risultato del danneggiamento dell’economia italiana da parte della Troika stessa attraverso l’austerità, è meno che una magra consolazione. Rehn aspetterà fino a che la sua folle austerità forzerà la disoccupazione giovanile in Italia sopra il 50% e forzerà l’economia in una terza recessione. Quando la Troika avrà forzato l’Italia in questa catastrofe, lui “riconsidererà” se avere un approccio differente. Anche se nel racconto da favola di Rehn noi assistiamo ad un break delirante psicotico che si atteggia come una politica.

L’inconsistenza logica interna di Rehn

Una volta che si considera la logica profondamente sepolta nella follia di Olli, le inflizioni di austerità della Troika diventano ancora più inconsistenti. Rehn sta ammettendo che anche la Troika sa che l’austerità è una politica auto-lesionista da infliggere a una nazione in recessione, perché riduce la domanda quando la domanda è già ampiamente inadeguata. Ma come ho spiegato nel contesto della definizione del termine di recessione, la domanda può essere grossolanamente inadeguata anche quando una nazione non è più ufficialmente in recessione ed ha livelli notevoli di disoccupazione. L’Italia non ha livelli “notevoli” di disoccupazione – ha livelli record (i più alti di sempre) di disoccupazione. Così, se l’austerità è folle quando l’Italia è ufficialmente in recessione, è ugualmente folle sotto l’approssimazione logica (non molto prossima) propria della Troika.

La troika ignora l’efficacia degli stimoli fiscali in favore degli stimoli monetari falliti

Per completare l’incoerenza logica della Troika, si sta ora pianificando di adottare delle politiche monetarie aggressive ignorando le politiche fiscali che sanno essere efficaci. Infatti anche il FMI ora cede su questo punto. Il titolo dell’articolo dell’Wall Street Journal che descrive l’ultima follia di Olli è: “L’Europa pesa i rischi di tassi di interesse negativi”.

*La Troika dice all’Italia di adottare più misure di austerità


Fonte: New Economic Prespectives 

Traduzione a cura di Luca Pezzotta

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