Il rapporto annuale dell’Ue ci mette in una posizione poco invidiabile inserendo il paese tra quelli con un’economia stagnante o in declino. Un ulteriore segnale di come i diktat europei ci stiano solo portando disagi.

 

L’industria italiana prosegue, senza sosta , il suo declino facendo perdere all’Italia sempre più competitività perdendo il 25% della produzione nel 2013 rispetto al 2007. Francia, Gran Bretagna, Belgio Lussemburgo, Svezia, Finlandia e Austria sono gli altri paesi membri che stanno pagando dazio alle scellerate politiche europee.

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L’Italia paga una inefficienza della Pa e le difficoltà di avvicinarsi alle Pmi, ma da contraltare ci possiamo ancora vantare di avere una bilancia commerciale in attivo, seppur in forte calo un settore manifatturiero che resta comunque al di sopra della media europea. Secondo il commissario all’industria Nelli Feroci dunque la valutazione di Bruxelles “è fatta di chiaro scuri”, ma la crisi è sotto gli occhi di tutti e sembra più che altro un tentativo di addolcire l’amara pillola.

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