Indiscrezioni… Sentite un po’ qua… la Turchia, neoislamica, filoisis, antiassad e membro della Nato, prepara la bomba atomica? Perché l’UE (Mogherini) non prende posizione? Non è uno scherzo quanto confermato su Die Welt l’altro giorno da Hans Rühle dal 1982 al 1988 Direttore del Policy Planning Staff del Dipartimento della Difesa. Dei tedeschi qualche volta ci si può fidare, o no?

Tayyip Erdogan vuole forse non essere da meno con i califfati islamici e sulla scia dei ricordi vuole forse tornare invincibile come un tempo era l’Impero Ottomano.

Il Bosforo potrebbe tornare strategico  nelle crisi in Iraq e Siria. E non a caso  la Turchia è diventata un legittimo bersaglio dei servizi segreti tedeschi.

La disputa sul programma nucleare iraniano e le provocazioni della Corea del Nord con i test di armi nucleari non sono episodi isolati, la Turchia sta lavorando su nuove armi nucleari. Il modello turco, a quanto pare, è quello iraniano.  Teheran cerca di costruire  armi nucleari attraverso la copertura di un programma nucleare civile. E la Turchia ha avviato un programma nucleare civile su larga scala negli ultimi anni. La ragione ufficiale: l’economia domestica stava crescendo e ha bisogno di più energia.

Nel 2011 è stata incaricata la società russa Rosatom Ankara per 15 miliardi di euro di costruire un grande complesso sulla costa mediterranea, a circa 300 chilometri a est del centro turistico di Antalya. Due anni più tardi, è stato siglato un analogo accordo con un consorzio giapponese-francese per il prezzo di 17 miliardi.

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Quando le aziende costruiscono un reattore, di solito si stabilisce di operare per 60 anni, per fornire il necessario per il funzionamento di uranio.

Esattamente quanto offerto nel caso della Turchia, sia da Rosatom che dal consorzio giapponese-francese. Peccato però che la Turchia, abbia rinunciato in entrambi i casi di fissare la fornitura di uranio e il ritiro del contratto di combustibile esaurito. Ha insistito al contrario, di regolare in seguito separatamente. La leadership turca – contesta Die Welt – vuole mantenere queste parti del programma nucleare nelle proprie mani.

In primo luogo, ci sono le barre di combustibile.. Non solo a Gorleben, in Bassa Sassonia, ma in tutto il mondo, lo smaltimento dei rifiuti nucleari è un problema. La Turchia non vuole invece rinunciare al combustibile esaurito. L’unica spiegazione logica per questo: prepararsi per la costruzione di una bomba al plutonio.

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