offiano sempre più forti i venti della Guerra fredda anche nell’Est della Federazione russa, la parte del Paese più prossima agli Usa (Alaska), mentre Mosca continua a sottolineare la propria preoccupazione per l’espansione della Nato in Europa Orientale. Il presidente russo – e comandante in capo – Vladimir Putin ha incaricato di controllare la “disponibilità a svolgere compiti in tempo di guerra” in alcuni dipartimenti e regioni dell’Estremo Oriente russo, e in aggiunta controlli a sorpresa. Lo ha detto il ministro della Difesa Sergei Shoigu in una riunione con i vertici delle Forze Armate, dove ha annunciato dall’11 al 18 settembre un’improvvisa verifica dell’efficienza bellica di tutte le strutture del Distretto Militare Orientale.

Secondo Putin, la Russia deve reagire all’espansione della Nato, ma solo con misure di risposta. Ossia “prendere le misure adeguate per garantire la nostra sicurezza”, ha detto Putin in una riunione sulla bozza del programma di armamenti per il periodo 2016-2025. “Dovremo fare di tutto per fornire garanzie affidabili per questa sicurezza”, ha aggiunto. Putin ha anche ribadito che “tutto ciò che la Russia farà per garantire la sua sicurezza, saranno misure di risposta”.

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Infine Putin ha ricordato che gli Stati Uniti, unilateralmente diversi anni fa, si sono ritirati dal trattato anti missili balistici – in inglese ABM Treaty – che venne firmato da USA ed URSS il 26 maggio 1972 ed entrò in vigore il 3 ottobre dello stesso anno. “Il sistema di difesa missilistico (Nato) è ora in fase di creazione” ha sottolineato Putin. “Con i negoziati nessun successo è stato ottenuto. Inoltre, i sistemi vengono destinati a Europa e Alaska, cioè, vicino ai nostri confini”, ha detto.

Putin ha anche spiegato che “ci sono altre cose che ci preoccupano molto. L’esplorazione militare dello spazio continua, e la questione di uso non nucleare delle armi strategiche è in fase di valutazione”, ha detto Putin.

Questa è una notizia dell’agenzia TMNews.

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