Il 34,6% del totale della popolazione maggiorenne ha un contratto di credito attivo. A livello mensile, le rate pro capite sono in media di 360 euro

Altro che Repubblica fondata sul lavoro, come recita l’articolo 1 della Costituzione: l’Italia sembra essere in realtà fondata sulle rate, visto che ormai più di un italiano su tre ne paga almeno una ogni mese. È quanto emerge dalla Mappa del credito curata dal Crif e diffusa lunedì, dalla quale emerge che il 34,6% del totale della popolazione maggiorenne (+1,8% rispetto alla rilevazione precedente) ha almeno un contratto di credito rateale attivo e, a livello pro-capite, mensilmente rimborsa rate per un importo pari a 360 euro. Mediamente i soggetti attivi nel credito hanno un indebitamento residuo, inteso come somma degli importi pro capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere, pari a 34.462 euro (+0,6%).

La forma di finanziamento più diffusa sono i prestiti finalizzati, destinati all’acquisto di beni e di servizi quali automobili, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi, ecc. Tali operazioni di credito hanno un peso in termini di numerosità pari al 43,3% sul totale (-0,3%). Al secondo posto si collocano i prestiti personali, con un’incidenza pari al 33,9%. Sul terzo gradino del podio figurano i mutui per l’acquisto delle abitazioni, che si caratterizzano per un’incidenza del 22,8% sul totale (in aumento del +3,1% rispetto alla precedente rilevazione). Insomma, sono sempre di più gli italiani che sono costretti a fare quelli che una volta venivano chiamati “debiti” e ora invece sono definiti “finanziamenti”.

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