Un duello serratissimo, un testa a testa zeppo di colpi di scena. Ma ora Donald Trump è, di fatto, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Una questione di minuti, manca solo l’ufficialità, poi la Casa Bianca sarà sua. Per raggiungere la quota-chiave di 270 grandi elettori deve conquistare uno stato tra Michigan, Wisconsin (dove è in grande vantaggio) e Pennsylvania. Se anche li perdesse tutti e tre, con discreta approssimazione si profilerebbe un pareggio: 269 grandi elettori a testa. A quel punto eleggerebbe il presidente il congresso a maggioranza repubblicana, e dunque Trump avrebbe la strada spianata. Trump, insomma, ha vinto. Contro tutto e tutti. Contro tutti i pronostici. Contro Hillary Clinton, che ne esce demolita, così come ne esce distrutto Barack Obama. Ora cambia la storia.

La festa al quartier generale di Trump era già iniziata poco dopo le 5 del mattino, ora italiana, quando secondo il New York Times, aveva “il 95% di possibilità di conquistare la presidenza”. Tutto merito, inizialmente, di Florida e Ohio, due Swing State dove si è imposto con due clamorose rimonte: in entrambi Hillary Clinton era data in vantaggio, salvo doversi piegare a The Donald, che ha conquistato anche il Texas. Trump, inoltre, ha sfiorato la vittoria in Virginia, che avrebbe quasi tagliato fuori dai giochi la Clinton; all’ultimo, però, il risultato è girato a favore dei democratici. Tutto si gioca in Michigan, dove Trump è in vantaggio: in caso di vittoria del repubblicano, la corsa alla Casa Bianca sarebbe quasi blindata, mentre per la Clinton sarebbe quasi finita.

Gli Stati a Trump – I primi dati della nottata sono arrivati da Stati in cui il grande favorito era Donald Trump, ed è stata confermata la vittoria del repubblicano. A Trump vanno Indiana e Kentucky con un ampio vantaggio, rispettivamente con 11 e 8 grandi elettori.  A The Donald anche West Virginia, VirginiaGeorgia e Tennessee. Poi si è imposto anche in Oklahoma e Mississippi. Quindi al repubblicano Alabama, South Carolina, Alabama, Arkansas, Nebraska, Kansas, Wyoming, North Dakota, South Dakota, Louisiana, Montana e Missouri. Verso l’alba, per Trump, la vittoria anche in Idaho, Utah, Wisconsin e Iowa. 

Gli stati alla Clinton – Hillary si prende il Vermont e i suoi tre grandi elettori: tutto come previsto, lo Stato era andato ai democratici anche nelle precedenti elezioni. Alla democratica anche la Virginia (13 grandi elettori) alla fine di un fondamentale e serratissimo testa a testa. Inoltre, alla Clinton vanno Illinois, New Jersey, Massachussets, Maryland, Rhode Island, Delaware (in tutti questi Stati la vittoria di Hillary era ampiamente pronosticata). Dunque anche lo stato di New YorkConnecticut, Michigan e Nuovo Messico. Importante vittoria anche in Colorado, ma per Hillary il distacco sembra quasi incolmabile. A seguire, le scontate vittorie democratiche in California, HawaiiOregon e Nevada.

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