Nessuna novità né aperture concrete da parte della Merkel, sulla flessibilità nei conti pubblici auspicata dal premier italiano Matteo Renzi. Il cancelliere tedesco, ieri, si è limitato a ricordare che il patto di stabilità della Ue già offre ampi spazi di manovra per recuperare, nei conti pubblici, quelle risorse indispensabili per rilanciare le economie.

«Credo che il patto di stabilità ha molte possibilità di flessibilità, ma starà alla Commissione Ue confrontarsi con gli Stati membri: noi vogliamo che Italia Francia e Germania crescano per creare posti di lavoro e creare le condizioni per il futuro degli investimenti privati» ha detto Merkel.

Parole che devono aver deluso Renzi. Netta la posizione del viceministro dell’ Economia, Enrico Morando. «L’ interpretazione delle clausole di flessibilità secondo cui, a esempio la clausola sulle riforme, si applica una tantum è completamente inaccettabile» ha spiegato il numero due di via Venti Settembre a SkyTg24, che ha escluso una correzione dei conti come conseguenza della frenata del pil 2016.

Di là dal negoziato sulla flessibilità, che prosegue a ritmi serrati, i tecnici dell’ Economia ragionano sulle risorse necessarie per mettere in piedi la legge di stabilità, che avrà misure attorno a 25 miliardi. Tra l’ 1,8% di deficit-pil programmato per il 2017 e il limite del 2,9%, a un soffio dal livello europeo di warning ci sono tra i 10 e 17 miliardi di risorse in ballo. Risorse che sarebbero preziosissime in questo momento per consentire al governo diversi ritocchi fiscali per fare della prossima una manovra «espansiva».

A palazzo Chigi sono incerti sulle misure: pensioni, fisco, imprese i capitoli chiave. Il taglio delle tasse divide il Pd. Col premier che attacca la minoranza: «Non lo vogliono». La replica di Roberto Speranza: «Se togli la tassa sulla prima casa a un miliardario commetti un errore grave».

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