Guinea, Sierra Leone e Liberia sono al centro dell’epidemia causata dal virus Ebola. In Guinea da marzo ci sono stati 413 casi e 303 morti. In Sierra Leone 239 casi e 99 morti. In Liberia 107 casi e 65 morti.
Complessivamente il tasso di mortalita’ della malattia e’ al 61,5%. Le cifre sono dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, secondo la quale e’ necessaria “un’azione drastica” per ridurre il contagio. Ad oggi per il virus Ebola non c’e’ una vaccino adeguato. I sintomi del virus possono comparire entro tre settimane dal contagio e, per ora, non c’e’ cura.

Il virus Ebola rialza la testa e i ministri di 11 Paesi africani si incontrano ad Accra, in Ghana, per coordinare gli sforzi contro l’epidemia. E’ stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità a convocare i ministri della Salute dell’area interessata chiedendo ‘misure straordinarie’.

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Ad aggravare la situazione, il fatto che le vittime vengano spesso nascoste nei villaggi, senza informare le autorità, rendendo più difficile circoscrivere i focolai.
Il vice ministro della Sierra Leone:“Le nostre sfide non dipendono dalle capacità istituzionali quanto dall’ignoranza, dall’analfabetismo, dalle tradizioni culturali ed è un problema così serio, con alcuni elementi di politicizzazione, da mettere profondamente a rischio la nostra campagna contro la malattia”.

Nei paesi colpiti dal virus, Liberia, Sierra Leone e Guinea, i casi dall’inizio dell’anno sono stati 763. 468 persone sono morte. La presidente della Liberia ha annunciato che sarà perseguito legalmente chiunque, sospettato di avere il virus, sarà trovato a nascondersi invece di farsi curare. euronews

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