“Sono pronto a vendere un rene, ma così non ce la faccio più a tirare avanti”. L’ennesimo dramma del lavoro che non c’è riguarda una guardia giurata di 51 anni che da 7 mesi è stato licenziato e ora reclama le spettanze che non gli sarebbero state ancora versate. Si tratta di 26.000 euro, tra liquidazione e arretrati che devono arrivare da Terni. Soldi di cui A.M. ha un gran bisogno. “Ma sono pronto a darne la metà a un avvocato del lavoro che – afferma – sia disponibile a seguire il mio caso e a farmi ottenere giustizia”. L’uomo, impegnato nelle attività parrocchiali del suo quartiere, è sposato e ha due figli di 22 e 26 anni. “Ma alla mia età – continua – non è facile ricominciare da capo. Ora ho trovato un impiego a Viterbo, ma dei soldi che mi spettavano non ho più saputo niente. E questo non è giusto”. Nel giro di pochi mesi la società, per cui lavorava, è stata messa in liquidazione. “Da allora – racconta – è iniziato il calvario che non è ancora finito. Ho dovuto affidarmi a un avvocato per chiedere intanto 18.000 euro di straordinari non corrisposti in nemmeno tre anni di lavoro”.(…)

loading...

Leggi tutto su corrieredellumbria

loading...