C’è l’impegno a “correggere nei prossimi giorni le norme che saranno oggetto del referendum”.

Con queste parole all’assemblea dei deputati Pd il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, scopre le carte del governo che, solo poche ore fa, ha fissato la data del referendum su voucher e appalti ma è già al lavoro per evitare la consultazione, anche se la convinzione è che comunque il quorum non sarebbe raggiunto.

L’idea è quella di approvare provvedimenti in tempo utile, magari anche con decreto, per far decadere i quesiti. L’accordo raggiunto finora in Parlamento limiterebbe l’uso dei voucher solo a famiglie, imprese senza dipendenti e studi professionali, con un tetto massimo annuale. In pratica, introdurrebbe il divieto all’uso dei buoni per le grandi aziende.

Sul lavoro agricolo, però, la relatrice ha già annunciato modifiche in arrivo, e anche sul tema dei disabili. Anche se il testo sarà approvato, però, secondo la Cgil, il referendum non dovrebbe saltare. 

“Vedremo la proposta finale ma se è quella del Comitato ristretto non svuota nulla, il voucher torna ad essere uno strumento di precarietà”, ha detto la leader del sindacato Susanna Camusso.

Intanto Cgil Sinistra italiana, Mdp, Fdi, ma anche Michele Emiliano chiedono di accorpare referendum e amministrative in un election day.

“Possiamo evitare lo spreco di 300 milioni di euro”, ha detto il governatore della Puglia e candidato alla segreteria Pd, ribadendo che voterà “due volte sì perché le norme sul lavoro vanno azzerate e riscritte da capo”.

Una proposta a cui il Pd non ha chiuso. In sostanza, con un referendum depotenziato andrebbe bene anche l’election day.

Il referendum, comunque, non spaventa più di tanto governo e maggioranza, convinti che alla fine la consultazione sarebbe un fallimento. “Il quorum non sarà raggiunto” afferma ad Askanews un deputato Dem.

“E’ stato mancato anche per la consultazione sulle trivelle (dove votò il 31% degli elettori, n.d.r.) che era iper-politicizzato. In questo caso poi non c’è più Renzi a Palazzo Chigi, c’è Gentiloni, e dunque sarà molto più difficile la politicizzazione”.

“Sui voucher – aggiunge un altro deputato di maggioranza – non credo proprio che il 50% degli italiani andrà a votare. Anche perchè chi li usa sa che, al di là di alcune distorsioni, sono utili mentre chi non lo fa non è molto interessato. E per quanto riguarda il quesito sugli appalti, nessuno ne sa nulla. Tra l’altro per come è stato formulato il quesito sui voucher, che chiede l’abolizione in toto, sembra fatto apposta per essere bocciato. Se si deve fare il referendum si faccia il referendum senza ansie tanto il quorum non sarà raggiunto e conseguenze politiche non ce ne saranno”.

Fonte: Qui

loading...