Abolire del tutto i voucher è stato un errore: parola di Romano Prodi.

Il Professore non esita a scagliarsi contro le decisioni del governo, rivendicando la bontà – pur tra moltissime riserve – di uno strumento normativo nato proprio per combattere il lavoro nero.

In un’intervista al quotidiano di Napoli Il Mattino, l’ex premier puntualizza che “il lavoro va sempre regolamentato”: “L’istituto era nato per ridurre il lavoro-nero e , appunto, assicurare una maggiore copertura assicurativa per occupazioni temporanee o saltuarie, ma è stato applicato molto oltre i suoi obiettivi.

Al punto che spesso ha finito per raggiungere il risultato opposto, sostituendosi ai regolari contratti di lavoro.”

Piccato, il professore che con il ministro del Lavoro Cesare Damiano nel 2008 fu il primo ad applicarli, limitatamente, all’agricoltura, recrimina: “Io penso che i voucher non bisogna farli diventare uno strumento di politica del lavoro generale, ma abolirli completamente non mi sembra saggio: basta farli tornare, lo ripeto, al loro percorso originario, né più né meno.

Un’elementare saggezza avrebbe consigliato di mettersi attorno a un tavolo per cercare la soluzione concreta.

Lo strumento resta certamente utile se condotto e regolato in linea con gli obiettivi che si proponeva quando fu introdotto. E sui quali, ricordo, vi era un accordo assai diffuso.”

Infine, la stoccata ai sindacati, lesti ad intestarsi quella che considerano una vittoria politica nella gara a chi gridava più forte per chiedere l’abolizione totale dei voucher: “se vogliamo uscire dalla crisi c’è bisogno di un sindacato forte non solo nell’elaborazione delle proposte ma anche nella capacità di interpretare l’interesse comune”.

Fonte: qui

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