Cari concittadini Americani,andrò dritto al punto.

Ho tre nuove audaci proposte per riottenere tutti i posti di lavoro persi, e crearne altri ancora. Di fatto, abbiamo bisogno di almeno 20 milioni di nuovi posti di lavoro per recuperare la nostra prosperità e riportare l’America in alto.

Prima di tutto, lasciatemi dire che la ragione per cui si sono persi posti di lavoro nel settore privato è sempre la stessa: si perdono posti di lavoro quando le vendite calano. Gli economisti descrivono la situazione contermini ricercati – la chiamano mancanza di domanda aggregata.

In realtà, il concetto è molto semplice:

Un ristorante non licenzia nessuno quando è pieno di clienti, e non importase il proprietario odia il governo, la burocrazia e la regolamentazione sanitaria.

Uno studio di ingegneri non lascia a casa nessuno se ha ordini arretrati.

I ristoranti e le altre attività licenziano le persone quando i clienti smettono di comprare, per qualsiasi ragione. Quindi, la ragione per cui si sono persi di colpo 8 milioni di posti di lavoro nel 2008, non è che all’improvviso tutte queste persone hanno deciso che avrebbero creato disoccupazione piuttosto che lavoro. La ragione è stata il collasso delle vendite. Le vendite di automobili, per esempio,sono crollate: da 17 milioni di macchine all’anno a poco più di 9 milioni. Questo è un crollo pesante che costa milioni di posti di lavoro.

Ripeto, è molto semplice: quando le vendite scendono, si perdono posti di lavoro, e quando risalgono, i posti di lavoro aumentano, dato che le attività assumono per rifornire tutti i loro nuovi clienti.

Dunque, le mie tre proposte sono pensate specificamente per risollevare le vendite ed assicurare che le imprese possano fornire un lavoro ben pagatoa chiunque voglia e sia in grado di lavorare. E’ un bene per le attività e per le persone che ci lavorano. Queste proposte sono bipartisan. Sono appoggiate da tutti, dal Tea Party [Partito di destra repubblicana, ndt] alla sinistra progressista.

Quindi ascoltate!

La mia prima proposta è la totale eliminazione delle imposte sul reddito. Questo significa che nessuna tassa sul reddito [Federal Insurance Contributions Act: tassa federale a finanziare i programmi per la sicurezza sociale – pensioni/disoccupazione – e sanitaria, ndt.] sarà prelevata,né dai dipendenti,né dai datori di lavoro.Sono tasse punitive, tasse a carattere recessivo che nessun progressista dovrebbe mai appoggiare. Il Tea Party, d’altro canto, è contro qualsiasi tassa. Quindi mi aspetto pieno appoggio bipartisan a questa proposta. Eliminare queste tasse aumenterebbe di centinaia di dollari al mese le entrate di chi lavora per vivere. Sono soldi veri, non qualche spicciolo, come nelle precedenti misure.

Si parla di gente che lavora per davvero. Consentir loro di portare a casa una parte maggiore della loro paga è un giusto compenso per i loro sforzi. Al giorno d’oggi,uno stipendio medio è a malapena sufficiente per pagare cibo, affitto e benzina, con ben poco avanzo. Se il governo smette di prelevare le tasse in busta paga dalle loro tasche, i lavoratori saranno in grado di tornare a dei normali livelli di spesa.

Molti saranno in grado di gestire meglio le rate di mutui e automobili,che, tra l’altro, è quello che vogliono anche le banche: persone in grado di pagare. Così si risanano le banche, dal basso, e non con i salvataggi finanziari dall’alto che abbiamo fatto nel passato.

L’ eliminazionedelle tasse sul redditova anche a vantaggio dei datori di lavoro, poiché riduce i costi di gestione, e crea maggiore competizione, abbassando i prezzi, il che si traduce in un maggiore potere d’acquisto per i nostri dollari.

Quindi una “vacanza” dalle tasse in busta paga significa portare a casa più soldi, per le persone che lavorano per vivere, e costi più bassi per le attività, aiutando anche a mantenere prezzi e inflazione bassi, così che le vendite possano salire e se possano creare quei 20 milioni di posti di lavoro di cui abbiamo disperatamente bisogno.

La mia seconda proposta è una redistribuzione una tantum del gettito fiscale federale di 150 miliardi di dollari ai 50 governi statali su base pro capite, senza condizioni. Questo aiuterebbe gli Stati a sanare il buco finanziario creato dalla recessione, e a rimanere a galla mentre il recupero di vendite e posti di lavoro, stimolato dalla riduzione delle tasse, ne ripristina le mancate entrate.

Anche per questa proposta credo di avere il sostegno di tutti i partiti. I progressisti la sosterranno, dato che aiuta gli Stati a fornire servizi essenziali, ed il Tea Party la appoggerà perché crede che il denaro sia speso meglio a livello statale piuttosto che federale.

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La mia terza proposta non i riguarda prettamente i soldi, ma è fondamentale per ottenere la ripresa economica che si confà alla nostra idea di America. La mia terza proposta è di offrire un lavoro temporaneo, finanziato dal governo federale, a 8 dollari l’ora per chiunque voglia e sia in grado di lavorare, per sostenere chi cerca un lavoro nel settore privato. Il problema è che ai datori di lavoro non piace assumere disoccupati, specialmente a lungo termine. Tuttavia, con la eliminazione delle tasse sul reddito e la distribuzione del gettito agli Stati, i datori di lavoro avranno bisogno di assumere tutte le persone che riusciranno a trovare. Il lavoro temporaneo finanziato federalmente permetterebbe ai disoccupati di dimostrare che vogliono e sono in grado di andare a lavorare ogni giorno, il che li renderebbe buoni candidati per la “promozione” al lavoro nel settore privato.

Di nuovo, sono sicuro che questa proposta possa ottenere un forte consenso bipartisan. I progressisti hanno sempre riconosciuto il valore della piena occupazione, mentre il Tea Party crede che le persone debbano essere in grado di lavorare per vivere, piuttosto che restare disoccupati. Aggiungo anche che nessuna di queste proposteaccresce il potere del governo federale. La tassa sul reddito è un’imposta regressiva, punitiva, ed eliminarla non fa che ridurre l’influenza del governo, sia sui lavoratori, che sulle aziende.

La distribuzione del gettito agli Stati non ha condizioni. Il governo federale non fa altro che scrivere un assegno.

Il lavoro di transizione è progettato per spostare i disoccupati, che di fatto sono già a carico della spesa pubblica,nel settore privato.

Non c’è dubbio che queste tre proposte porteranno all’aumento delle vendite necessario per inaugurare una nuova era di prosperità e piena occupazione.

Rimane il problema del deficit nel budget federale.

Fortunatamente, con la cattiva notizia del downgrade di Standard & Poor’s sui titoli di stato USA da AAA ad AA+, abbiamo ricevuto una lezione molto importante. I tassi d’interesse in realtà si stanno abbassando. Ed in maniera sostanziale. Dato ciò, i gravosi pesi economici e finanziari dai 4 angoli del globo ci fanno cogliere un punto molto importante??? I mercati ci stanno dicendo qualcosa che avremmo dovuto capire molto tempo fa. Gli USA non sono la Grecia, per un’importante ragione che è stata trascurata. La ragione è che il governo federale USA è l’emittente della propria moneta. Mentre la Grecia non è l’emittente dell’uro.

Infatti la Grecia e tutti i Paesi dell’Eurozona si sono trovati nella posizione degli Stati americani.

Come gli Stati americani, la Grecia e gli altri Paesi dell’Eurozona non emettono la moneta che spendono. Quindi possono finire i soldi e andare in bancarotta, e dipendono dalla loro capacità di tassare e riceverli in prestito per essere in grado di spendere.

Ma chi emette la propria moneta, come gli USA, il Giappone e la Gran Bretagna, può sempre pagare i propri debiti. Gli USA non finiranno mai i dollari. Gli Usa non dipendono dalle tasse o dai prestiti per essere in grado di pagare tutti i loro debiti in dollari. Il governo federale degli Stati Uniti non può fallire come la Grecia.

Questa è stata l’importante lezione del downgrade di S&P, tutti l’hanno visto personalmente da vicino ed ora sono tutti d’accordo. Ed ora tutti loro sanno perché, con il deficit a livelli record, i tassi d’interesse rimangono a livelli incredibilmente bassi.

Questo significa che dovremmo spendere senza limiti e non imporre tasse? Assolutamente no! Troppa spesa e insufficienti tasse farebbero sicuramente aumentare prezzi e inflazione.

Ma ora come ora significa che, con la disoccupazione a livelli stellari e l’economia sul ciglio di un’altra recessione, possiamo immediatamente attuare le mie tre proposte per riportarci ad una forte economia con buoni posti di lavoro per le persone che vogliono lavorare.

E un giorno, se per qualche motivo ci dovesse essere troppo lavoro, causando un problema di inflazione, potremmo allora adottare le misure necessarie per calmierare la situazione.

Ma nel frattempo, come si suol dire, per uscire dal buco bisogna smettere di scavare e implementare invece le mie tre proposte.

Dunque, per concludere, elencherò queste tre semplici, dirette e universali proposte per una veloce ripresa:

  • una completa eliminazione delle tasse sul reddito per lavoratori e datori di lavoro;
  • una redistribuzione una tantum del gettito agli Stati;
  • un lavoro temporaneo a 8 dollari l’ora per chiunque voglia e sia in grado di lavorare, per facilitare la transizione dalla disoccupazione all’occupazione nel settore privato con la ripresa dell’economia.

Grazie a tutti, e Dio benedica l’America.

Articolo originale: The Speech That President Obama Should Make di Warren Mosler
Tradotto da Alessio Tartari

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