di  Martin Berger

E ‘stato annunciato che il presidente della Turchia Tayyip Erdogan andrà a San Pietroburgo per tenere un incontro personale con  Vladimir Putin, il presidente della Russia, questo Martedì. Secondo il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, questo sarà il primo incontro personale dei due leader dal novembre 2015  e questo summit  si concentrerà sul ripristino delle relazioni bilaterali tra la Russia e la Turchia che si erano rapidamente deteriorate dopo l’abbattimento dell’aereo russo Su-24 sulla Siria. E ‘stato riferito che i due presidenti avranno colloqui con imprenditori e che potranno anche discutere sulla compensazione che la Turchia pagherà per la distruzione del velivolo militare russo.

L’ultima volta che Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan si erano incontrati, era stato nel novembre 2015, al vertice del G20, nella città turca di Antalya. Meno di due settimane dopo l’Air Force turco aveva abbattuto un bombardiere russo sulla Siria, avvenimento che ha portato i rapporti diplomatici ed economici tra i due paesi in una fase di congelamento e di ostilità manifesta.

L’importanza di questo incontro per la Turchia viene sottolineata dal fatto che Erdogan sta per lasciare la Turchia per fare questo viaggio, nonostante la estremamente complicata situazione interna che il suo paese deve affrontare. Questo dimostra che Ankara è veramente interessata nel ripristino di una collaborazione multi-dimensionale con la Russia.
Non c’è da meravigliarsi che il giornale Foreign Policy abbia annotato che l’incontro di San Pietroburgo
è molto più di un altro vertice – è piuttosto la cerimonia di apertura per una più ampia inclinazione della Turchia nei confronti di Mosca. Ed è perfettamente logico dal momento che le politiche interne di Erdogan stanno facendo gravitare Ankara verso Mosca con una velocità crescente.

E’ stato annotato come, nelle ultime due settimane, una parata costante di ministri turchi siano volati a Mosca per gettare le basi di vari accordi- come una conferma che il rapporto turco-russo, che era in precedenza di ghiaccio negli ultimi otto mesi, si sia trasformato in un disgelo estivo.

Le conseguenze del recente colpo di stato militare fallito, che risulta sia stato preparato dalla CIA nel tentativo di porre fine alla carriera politica di Erdogan e, molto probabilmente, anche alla sua vita, ha sospinto la Turchia lontano dall’ Occidente e in avvicimamento verso la Russia. Fin dall’inizio del tentato colpo di stato, Putin ha offerto il suo sostegno ad Erdogan, a differenza dell’atteggiamento equivoco iniziale del segretario di stato John Kerry. Com’era prevedibile, il contrasto è cresciuto più nitidamente nel corso delle ultime due settimane: mentre la Russia non ha sollevato obiezioni al tentativo di Erdogan di localizzare i sostenitori di Gulen nelle istituzioni chiave del governo, l’Occidente ha regolarmente criticato le sue misure energiche, con Kerry che ha persino minacciato di riconsiderare l’adesione della Turchia nella NATO.

Erdogan con Putin
Erdogan con Putin

Nella settimana in corso si può notare che, mentre da adesso in avanti, dovremo aspettarci che entrambi i paesi (Turchia e Russia) si spingano a cooperare sempre di più, nel frattempo la Turchia, membro della NATO, andrà a distanziarsi ulteriormente dall’Occidente. A sua volta, L’Hebdo , una fonte multimediale svizzera di primo piano, afferma sicuro che l’Occidente ha tutte le ragioni di temere l’incontro di Putin con Erdogan, mentre gli stati della NATO sono pieni di ansia, dal momento che non c’è alcun dubbio che l’incontro fra i due presidenti segnerà il primo passo per la riconciliazione finale tra Mosca e Ankara. Il quotidiano sottolinea che la Turchia è un membro fondamentale della NATO, che occupa una posizione strategica sul crocevia tra Occidente, il mondo arabo, il Caucaso e la Russia. Considerando i 315 mila uomini del forte esercito turco, il secondo più grande dell’alleanza, anche se oggi sembra disorientato , si prevede che il governo turco andrà gradualmente a ripristinare il suo controllo su questa forza.

In termini di economia e di bilancia commerciale, la Turchia è molto più vicina alla Russia di quanto lo sia per gli Stati Uniti, osserva il giornale, mentre il fatturato tra Mosca e Ankara ha già raggiunto 35 miliardi di dollari, si ritiene che questo numero raggiungerà 100 miliardi di dollari entro il 2020. l’Unione europea non è più un partner fondamentale per Ankara, in quanto anche la UE è piena di conflitti ideologici, afflitta da problemi della sicurezza, stagnazione economica, e la Brexit, come è noto. L’idea che Erdogan possa reintrodurre la pena di morte, se la gente turca dovesse esigerlo, non avrebbe lo stesso effetto del tutto simile su Mosca di quanto lo avrebbe sulla UE, nota L’Hebdo.

Il francese Liberation fornisce un’analisi molto più dura sul prossimo incontro a San Pietroburgo, dal momento che i suoi analisti sono convinti che il riavvicinamento tra Putin e Erdogan è una vera catastrofe, e che l’Europa non sia mai stata tanto debole come ora di fronte a questo duo.

I sentimenti anti-americani di recente sono in forte aumento in Turchia per causa delle affermazioni secondo le quali si dice che Washington fosse dietro il colpo di stato militare fallito in Turchia e vista la riluttanza delle autorità americane ad estradare il religioso esiliato Fethullah Gulen, che si ritiene essere la mente dietro la operazione anti-governo di Ankara. È stato riferito che manifestazioni anti-americane si stanno diffondendo rapidamente in tutto il paese. I manifestanti hanno anche raggiunto la base di Incirlik, che non è semplicemente il più forte punto d’appoggio della NATO nel Mediterraneo, ma è anche il luogo in cui gli Stati Uniti hanno immaganizzato le loro testate nucleari.

Inoltre, Ankara ha recentemente cambiato la sua retorica sulla abbattimento degli aerei della Russia sulla Siria nel mese di novembre. Secondo la nuova versione, Washington ha preso parte l’abbattimento di Su-24, che è stato organizzato con l’aiuto del movimento Gulen. Ci viene detto che uno dei piloti turchi coinvolti ha mostrato il suo vero volto quando ha accettato di bombardare Ankara nella notte del 16 luglio.

Tuttavia, la perdita della Turchia come avamposto della NATO nel Mediterraneo non è certo uno sviluppo accettabile sia per l’UE e gli Stati Uniti. Per questo motivo la Turchia è stata recentemente visitato dal presidente del Joint Chiefs of Staff, il generale Joseph F. Dunford, che non ha perso tutte le speranze di ripristinare l’ amicizia con Ankara ancora una volta.

Ma non dobbiamo dimenticare che la brusca giravolta di Ankara nei confronti della Russia si è verificata quando la Turchia ha riconosciuto che si stava preparando per il “futuro presidente degli Stati Uniti e per le sue guerre.” La Turchia era l’ultimo stato che doveva essere abbattuto dai servizi di intelligence degli Stati Uniti al fine di far crollare l’intera regione. Non è sorprendente che il quotidiano turco Yeni Safak sia convinto che “Ankara ha afferrato l’America per la gola … e adesso stringe la presa. ”

I prossimi colloqui dei leader russi e turchi si terranno nella situazione in cui la politica ha superato l’economia. Se la Turchia mostra il suo desiderio di cambiare la sua posizione sulla Siria e la lotta contro il terrorismo, la Russia può cooperare con questa, non vi può essere alcun dubbio su tale fatto. E se Ankara prende una posizione negoziale più adeguata, siamo in grado di attendere la creazione di una alleanza geopolitica.

Così la Casa Bianca e l’Occidente hanno tutte le ragioni per avere paura del prossimo incontro tra Tayyip Erdogan e Vladimir Putin.

Martin Berger è un giornalista e analista geopolitico freelance che lavora in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook

Traduzione: Luciano Lago – Controinformazione

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